Operazione "Bratislava", tesoretto della holding della truffa sotto sequestro. La Guardia di Finanza di Cassino, dopo l'esecuzione delle misure cautelari nei confronti di dieci degli undici coinvolti - uno è ancora irreperibile - ha messo le mani su un parco auto con vetture di lusso e su orologi di prestigio come alcuni pezzi pregiati di una casa di produzione francese del valore che oscilla tra i 250 e i 350.000 euro, oltre ad immobili a Roma e Caserta.

L'attività di sequestro preventivo è stata condotta sempre dai militari del tenente colonnello Salvatore Rapuano all'esito delle perquisizioni nelle abitazioni degli arrestati poste in essere lunedì, durante le quali sono saltati fuori altri articoli pregiati (come gli orologi) e diversi mazzi di chiavi di vetture di lusso: il tassello che mancava. Così le Fiamme gialle del Gruppo di Cassino, su indicazione del colonnello Gallozzi, hanno sottoposto a sequestro oltre ai conti correnti anche un ingente patrimonio costituito da appartamenti, 28 autovetture - soprattutto di lusso e di grossa cilindrata - nonché un orologio di un marchio prestigioso: il tutto per un valore complessivo di oltre 1.200.000 di euro.

L'operazione prende vita da alcuni controlli posti in essere proprio dalle Fiamme gialle di Cassino a carico di un'azienda specializzata in attività di pulizie: una realtà che presentava ricavi per più di 20 milioni di euro, pur non avendo ottemperato correttamente agli obblighi dichiarativi per gli anni dal 2013 al 2018, risultando - dunque - sconosciuta al Fisco. In realtà i militari del Gruppo di Cassino scoprono che l'attività ha due sedi: una in via San Pasquale e una in via Berlino. Ma quando si recano sul posto, già non c'era più nulla. E iniziano così a delineare un gioco di ombre e di specchi.

Da questo punto in poi i militari si dedicano ad attività certosine di riscontro arrivando a mettere le mani su una vera holding della truffa: contestati a 11 persone reati che vanno dal riciclaggio al trasferimento fraudolento di valori, dalla bancarotta al falso in bilancio. Due le persone ritenute a capo dell'associazione (L.R., di 46 anni, ora a Rebibbia, e M.V. 57 anni, irreperibile), altre nove ai domiciliari. Secondo Fiamme gialle uno dei vertici tutt'ora irreperibile si sarebbe già precedentemente trasferito in Brasile e, pertanto, risulta inserito nella lista dei latitanti.  

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