La statale 690: una strada tra le più pericolose d'Italia che unisce due regioni, Lazio ed Abruzzo. E proprio la sicurezza della trafficata arteria è alla base del progetto di raddoppio della carreggiata. Ieri mattina a Balsorano è stata presentata la prima bozza del progetto di fattibilità tecnica del raddoppio della statale che collega Avezzano a Sora, un piano che prevede l'ammodernamento della struttura esistente.

Presenti, insieme ad altri esponenti della giunta regionale abruzzese, il governatore Marco Marsilio, il responsabile del dipartimento Anas Abruzzo e Molise, Antonio Marasco, e i sindaci dei comuni della Valle Roveto.

«Il raddoppio della statale 690 serve ad aumentare ancor più gli standard di sicurezza - ha ribadito il sindaco di Balsorano Antonella Buffone - Diventerà una grande opera e migliorerà l'intero sistema della viabilità e dei trasporti nella Valle Roveto. Le infrastrutture sono sinonimo di sviluppo economico, sociale e culturale, ma devono essere sostenibili», ha aggiunto augurandosi una partecipazione attiva e responsabile di Regione, Anas e Comuni per la sostenibilità del progetto».

«Non voglio creare illusioni, domani non apriamo il cantiere. Però se un giorno questi cantieri verranno aperti davvero questa giornata passerà alla storia.
Sono ottimista perché non stiamo inventando un tracciato, c'è già una strada - ha detto il presidente della Regione Abruzzo che ha affrontato il tema con il suo collega del Lazio Nicola Zingaretti per lavorare al progetto di raddoppio della statale - La paura di oggi ha aggiunto Marsilio è percorrere la 690, una delle strade più pericolose d'Italia date le sue condizioni».

Il governatore abruzzese ha poi ringraziato il responsabile del compartimento Abruzzo-Molise dell'Anas, l'ingegner Antonio Marasco, che si è messo subito all'opera predisponendo una prima bozza di progettazione. «È un grande passo in avanti rispetto a quando si facevano solo chiacchere  - ha chiosato Marsilio - Siamo qui per accogliere obiezioni e osservazioni e per condividere con il territorio il progetto per renderlo più forte e credibile con Anas e con il ministero».