Sono costate care le dichiarazioni, poi pubblicate anche su Facebook in un video, rilasciate durante un comizio del 20 novembre scorso a Luciano Maggi, candidato a sindaco di "Lazio Unica".

Quel comizio, svoltosi a piazza Regina Margherita sotto la sede dei servizi sociali, nacque a seguito della vicenda di una ragazzina tolta ai propri familiari dopo una decisione del tribunale e relazione dei servizi sociali. Durante il comizio Maggi pronunciò frasi offensive verso Fabio Di Fabio che decise di querelare.

Ed ora è arrivato il decreto di condanna del tribunale di con il Gip che ha accolto le richieste del pm. Luciano Maggi è stato condannato per diffamazione ad una pena pecuniaria di 516 euro verso la quale potrà fare ricorso entro quindici giorni. Ma la vicenda giudiziaria non è chiusa.

Il commento di Di Fabio
«Luciano Maggi ha subito un decreto penale di condanna per aver offeso la mia reputazione, pronunciando contro di me, in una manifestazione pubblica, frasi diffamatorie e false, con l'aggravante di aver, poi, divulgato il video su Facebook», inizia l'intervento. «Tali frasi riguardano il mio operato come assessore ai servizi sociali che, invece, come molti sanno, è stato sempre improntato all'ascolto, impegno e correttezza dell'azione amministrativa. Luciano Maggi è stato condannato al pagamento di una multa prevista dal codice penale».

Già in passato - continua Di Fabio - lo stesso Maggi mi aveva pesantemente calunniato ma allora, erroneamente, non reagii». Il messaggio. «Sto valutando, con il mio legale, di avviare, a questo punto, l'azione civile di risarcimento del danno morale da me sopportato. Non provo rancore nei confronti di chi mi ha calunniato ma lo invito, fraternamente, ad astenersi, in futuro, dal fare dichiarazioni false nei confronti miei e di chiunque altro, magari preso dalla "foga oratoria". E, se proprio non ci riesce, lo invito seriamente a riflettere sulle modalità con cui affronta la competizione politica, per non incappare in altri guai giudiziari».