La festa di Sant'Ambrogio senza campane, né botti, né messe amplificate, come da tradizione, indispettisce la cittadinanza che "esplode" sui social. Una vicenda singolare quanto misteriosa. Disturbo, dissenso, cattiveria? Nel bel mezzo delle celebrazioni patronali in onore di Sant'Ambrogio martire, infuria la polemica a Ferentino e sta per partire una petizione scritta (una prima online conta già centinaia di "SI" al ripristino di tutto). Un vero e proprio ammutinamento della stragrande maggioranza della cittadinanza che rivendica l'atmosfera gioiosa fatta di scampanio, botti pirotecnici e quant'altro.

Accade da secoli, una sola volta l'anno, e non solo a Ferentino, nel periodo dei festeggiamenti patronali (nella città gigliata 21 aprile-2 maggio): il suono delle campane a festa, accompagnate da pochi botti alle 12 e i fuochi d'artificio il 2 maggio a sera, mentre gli altoparlanti del Duomo diffondevano le celebrazioni dei sacerdoti in città, per malati, anziani e disabili impossibilitati a recarsi in chiesa. Già lo scorso anno (il coronavirus non c'entra), quest'anno ancor di più, l'atmosfera non è la stessa di sempre a Ferentino, la festa è più "spenta" e i cittadini non ci stanno e sfogano la propria rabbia in rete.

Sia chiaro che tutto questo non dipende né dal parroco della Cattedrale don Giuseppe Principali né dal sindaco Antonio Pompeo. A quanto pare una sparuta rappresentanza di cittadini si sarebbero lamentati, sferrando un duro colpo alla tradizione, alle abitudini, alla storia di un popolo. Addirittura si sarebbero rivolti al giudice; per rumori molesti o per cos'altro? Se così fosse andrebbero "imbavagliate" le campane di tutta Italia. Tantissimi i messaggi dei ferentinati che reclamano il ripristino delle campane del Duomo (suonano ma a corto) e tutto il resto.

Questi alcuni commenti della gente: «Le tradizioni fanno parte della nostra storia e cercare di spegnerle non è giusto». «Sembra che per 4-5 persone è stata cancellata una tradizione che ha attraversato tante generazioni. Così si cancella parte della nostra storia e della cultura cittadina. A quei pochi a cui le campane danno fastidio consiglio tappi per le orecchie». «Il suono delle campane, il megafono, i fuochi d'artificio con l'avvicinarsi della festa del nostro Patrono scaldavano gli animi. Io non ci sto». «Una città umiliata da una nullità. Le autorità dove sono?». In tantissimi non ci stanno e preannunciano iniziative. Ma non c'è da meravigliarsi troppo in una città dove sono riusciti a far tacere torri campanarie e fontane pubbliche, perfino il "suono" dell'acqua infastidiva?