Tana libera tutti. O quasi. Da oggi il Lazio torna zona gialla e si torna a scampoli di quasi normalità nella vita quotidiana con un allentamento delle restrizioni.
Ristorazione
La ristorazione riparte, senza troppo entusiasmo, da questa mattina. Senza entusiasmo perché è vero che finalmente è arrivata una data certa per la ripartenza, ma è anche vero che si tratta, per i ristoratori e le associazioni di categoria, di una partenza azzoppata. Le regole del Governo, messe nero su bianco nel decreto varato dal Consiglio dei ministri il 21 aprile scorso, hanno suscitato perplessità nella migliore delle ipotesi, ma anche rabbia.

Le regole dicono che nelle regioni in zona gialla ristoranti, bar, agriturismi potranno riaprire sia a pranzo sia a cena. Ma solo con tavoli all'aperto, nei famosi "dehors". Privilegiando l'accesso tramite prenotazione e con una distanza minima tra i tavoli di un metro. Rispettando, per le cene, il coprifuoco fissato alle 22 (al momento fino al 31 luglio, ma non si esclude la possibilità di "aggiustamenti'" in corsa). Ristoranti, enoteche, paninoteche possono proseguire l'asporto fino alle 22 e resta confermata la possibilità di take away, ma solo fino alle 18. Confermata anche, senza limiti di orario, la ristorazione negli alberghi, ma solo ai propri clienti. Il decreto traccia anche una sorta di road map (evoluzione della pandemia permettendo) che prevede in zona gialla il via libera alle fiere dal 15 giugno e dal primo di luglio a convegni e congressi.

Resta un punto di domanda sul wedding, strettamente legato alle attività di catering e banqueting, che impiegano circa 20.000 cuochi. Federcuochi definisce "illogica" la road map di riaperture del Governo: «congressi sì, matrimoni no. Sono misure illogiche, discriminanti, con le quali si penalizza ancora una volta tutto il comparto della ristorazione», visto che «non si sa ancora quando potrà ripartire il comparto per matrimoni e cerimonie simili,».

Spostamenti
Come conferma la circolare del Viminale, tra le regioni in zona gialla gli spostamenti sono liberi. Cambiano in particolare le regole per le visite private fino al 15 giugno nelle regioni gialle. Potranno raggiungere un'altra abitazione privata quattro persone, che potranno portare con sé figli minori, di età anche superiore ai 14 anni. Questi spostamenti possono avvenire anche tra regioni gialle differenti e non importa se il viaggio comporti l'attraversamento di una regione arancione o rossa. Tali visite, invece, potranno avvenire in zona arancione entro i limiti del comune. Sono infine vietate in zona rossa. Sì all'accesso alle seconde case, anche se si trovano in zona arancione o rossa.

Pass vaccinale
Il pass vaccinale deve essere definito in base alle indicazioni del ministero della Salute. Nel frattempo, per spostamenti anche per turismo tra regioni di colore diverso, bisogna munirsi di certificazione che attesti l'avvenuta vaccinazione (con la seconda dose ricevuta da non oltre 6 mesi) o l'esito negativo di un tampone eseguito da non oltre 48 ore. Tali requisiti valgono anche per i minori, sono esclusi i bambini di età inferiore a due anni. Il pass vaccinale, inserito del decreto, consentirà di spostarsi "da una regione all'altra anche se si tratta di zone rosse o arancioni", spiega Palazzo Chigi.

I requisiti per ottenere il pass, che potrà essere rilasciato anche dal medico di famiglia, sono illustrati: "Può avere il certificato verde chi ha completato il ciclo di vaccinazione (dura sei mesi dal termine del ciclo prescritto), chi si è ammalato di covid ed è guarito (dura sei mesi dal certificato di guarigione), chi ha effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo (dura 48 ore dalla data del test)". Quindi, il lasciapassare spetterà a chi è stato vaccinato e a chi può esibire un tampone molecolare negativo realizzato entro le 48 ore precedenti allo spostamento. Il pass è necessario anche per i minori. Sono esentati i bambini di età inferiore ai due anni.

Scuola
Alle superiori la presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Per quanto riguarda l'università, "dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno".

Sport e spettacoli
Restano chiuse palestre e piscine. Da oggi, in zona gialla è consentito lo svolgimento all'aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all'aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre. Riaprono al pubblico in zona gialla cinema, teatri, sale concerto, live club. È necessario che ci siano posti a sedere preassegnati e una distanza di un metro l'uno dall'altro. La capienza massima consentita è del 50% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e 1000 all'aperto.

Il bilancio giornaliero
Il 24 aprile sono stati effettuati 2.113 tamponi. Sono stati registrati in Ciociaria 76 nuovi casi di positivi al Sars-CoV-2. Sono stati 189 i negativizzati. A referto sono andati 4 decessi: una donna di 80 anni di Alatri, una donna 65 anni di Sora, una donna 78 anni di Cassino e un uomo di 74 anni di Alatri. Per il resto nel Lazio: 13.000 tamponi, quasi 17.000 antigenici per un totale di oltre 30.000 test con 1.185 casi positivi, 19 decessi e 1.159 i guariti.