La bastonata del Covid sull'economia ha lasciato i lividi anche in un territorio, quello della provincia di Frosinone, che ruota intorno alle piccole imprese. E c'è che si aggrappa come il pugile alle corde di un ring per non cadere definitivamente al tappeto. In troppi non ce l'hanno fatta e la spugna l'hanno gettata a terra.

Se è vero come è vero che a livello nazionale l'effetto pandemia, abbinato al crollo dei consumi, nel 2020 ha portato alla chiusura di oltre 390.000 imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato.
Desolante il confronto con le 85.000 nuove aperture (dati ufficio studi Confcommercio).

A questo, in relazione alla provincia di Frosinone, si aggiunga una difficoltà crescente da parte delle famiglie che hanno dovuto fare ricorso alle misure straordinarie di sostegno economico. Leggasi reddito di emergenza.
Soltanto nel periodo maggio-agosto 2020, infatti, sono stati 3.919 i nuclei percettori del Rem. Più di Latina (2.967), Viterbo (1.519) e Rieti (822), giusto per far capire di che cosa stiamo parlando.

Questo vuol dire che l'economia resterà impantanata per sempre? Storicamente non è così che va.
Difficile, infatti, fermare la voglia imprenditoriale, la voglia di lavoro, la voglia di nuove idee per rialzare la testa. L'economia di un territorio, però, non è fatta soltanto di numeri. Troppo freddi per dire davvero qualcosa in grado di accendere la fiamma di una speranza. A parlare, in maniera principale, infatti, sono le storie, le facce e i segnali delle persone. Di coloro che ogni giorno sfidano le proprie preoccupazioni per andare avanti e tenere botta in un momento oggettivamente difficile.

Tra le tante storie c'è quella di Alessandro Verelli, imprenditore di quarantasei anni che è alle prese con gli ultimi dettagli per l'apertura prevista a maggio di un'attività commerciale. Una profumeria, Vamp, a Frosinone e in via Giordano Bruno, nella zona alta del capoluogo. Si rimette in pista dopo l'esperienza, durata circa vent'anni, nel settore della musica. Sempre nel centro storico, sempre nel mondo degli esercizi commerciali.

«Mi piacciono le sfide – spiega Alessandro – E questa idea nasce un po' per gioco. Dopo aver lavorato nel settore della musica all'interno di Music Art per circa vent'anni, ho iniziato ad appassionarmi al mondo della profumeria e ne sono rimasto affascinato. Ho approfondito l'argomento e, successivamente, ho deciso di mettermi in discussione proprio in questo settore. Sono consapevole delle difficoltà esistenti e del fatto che aprire un'attività adesso non è certo una passeggiata, ma ho una grande dose di entusiasmo e la carica giusta per partire in questa avventura».

Le preoccupazioni non mancano. Così come non manca il legame per una città che troppo spesso a livello nazionale viene presa come esempio negativo, ma che in termini di cuore ha tanto da insegnare.
Alessandro lo sa bene. «Non so come andrà a finire.
Ma so per certo che mi piace il centro storico, mi piace Frosinone e sono innamorato della mia città. Anche per questo non ho preso in considerazione altre opportunità, ma voglio dare qui il mio contributo. Ce la metto tutta».

Non è la prima avventura imprenditoriale per Alessandro. Il comune denominatore della sua esperienza lavorativa è la zona alta del capoluogo.
Proprio quel centro storico che spesso, negli ultimi anni, è stato al centro del dibattito cittadino. Quello che era il cuore pulsante di Frosinone ha vissuto momenti di flessione subendo, in qualche modo, la contestuale crescita della zona bassa. Ma qualcosa si muove e qualche segnale arriva. Così come testimonia proprio l'iniziativa di Alessandro.

«Tutte le cose – sostiene – vivono dei cicli e nell'ultimo periodo i centri storici sono tornati al centro dell'attenzione delle persone. Ho constatato una riscoperta positiva del centro storico anche per quanto riguarda Frosinone. Questo, però, non vuol dire che le cose vanno alla perfezione e che la mia attività viaggerà a vele spiegate fin dall'inizio. Ne sono consapevole. Ma sono convinto anche di una cosa: chi si ferma è perduto e, insieme a Valentina, preziosa collaboratrice, stiamo mettendo in campo il massimo impegno per vincere questa sfida.

Personalmente – prosegue – sto investendo molto in questa attività. Ci sto mettendo l'anima. Se ho paura? Quella è naturale, ma nella lotta dei sentimenti la voglia di mettermi in discussione in un settore che mi piace e quella di ricominciare prevale sul resto e mi dà grande energia».

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