Carichi all'ingrosso, da fornitori italiani e stranieri.
Soprattutto albanesi. Droga presa in "stock" per essere ripartita almeno in tre regioni e in decine e decine di piazze. Questa l'attività che ha portato ieri mattina all'alba a dare esecuzione a 14 misure cautelari emesse dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere (tre ai domiciliari, undici in carcere), con 26 indagati.  Coinvolgendo direttamente anche la città martire con l'arresto di una coppia.

L'operazione è scattata ieri mattina presto, coordinata dai carabinieri di Sessa Aurunca guidati dal capitano Alessia Di Rocco con il supporto dei militari di Cassino (agli ordini del capitano Giuseppe Scolaro) e dei colleghi di Mignano per il Basso Lazio; con il contributo pure dei colleghi del Chietino per la zona di San Salvo.
In poche ore i carabinieri hanno raggiunto le persone ritenute coinvolte nell'operazione, notificando loro l'ordinanza.

A Cassino l'applicazione della misura in carcere ha riguardato Massimo De Silva di 33 anni, e la sua fidanzata Ilaria Di Giorgio di 29. Secondo il quadro accusatorio a coinvolgere la coppia che abita nel quartiere San Bartolomeo sarebbero state alcune intercettazioni telefoniche. Alcune frasi in cui non comparirebbero mai riferimenti al mondo dello spaccio ma che, secondo la magistratura, potrebbero essere lette invece proprio in tal senso. Sarà ora la difesa, rappresentata dall'avvocato Mariano Giuliano, a chiarire le loro posizioni.

L'inchiesta
Più in generale l'operazione di spessore nazionale ha permesso di seguire una pista ben precisa: grossi carichi sia da fornitori italiani che esteri destinati a referenti delle piazze di spaccio di mezza Italia. Un'operazione, condotta tra maggio 2018 e novembre 2019 che avrebbe avuto come comun denominatore due elementi: i "canali di approvvigionamento" e l'utilizzo del dialetto sinti per stringere accordi, rendendo più complessa l'attività di intercettazione.
«Nel corso dell'attività sarebbero stati documentati più di duecento episodi di spaccio, identificati numerosi assuntori (segnalati alla competente autorità amministrativa), arrestati tre spacciatori, denunciate otto persone spiegano dal comando provinciale dell'Arma campano con sequestri per un valore che ha superato i 30.000 euro: oltre i 5 chili tra coca ed eroina».

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