L'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale chiude il 2020 con un utile di oltre 4 milioni di euro. Questo quanto emerge dal consuntivo che ieri ha avuto il via libera da parte del Senato accademico.
I conti dell'Unicas sono dunque tornati in ordine e in attivo anche se, parallelamente, prosegue il piano di rientro: nel corso del 2020 è stata pagata la seconda rata relativa all'anticipazione concessa dal medesimo Ministero di 1.100.000 euro.

Ma il Senato accademico di ieri, oltre a dare il via libera al consuntivo, ha stabilito anche le date in cui si andrà alle urne per il nuovo rettore. Giovanni Betta, concludendo il suo mandato di sei anni, così come prevede la legge non è più candidabile.

In tre hanno presentato la candidatura: Marco Dell'Isola, Giovanni Capelli e Carmelo Intrisano. Il Senato accademico che si è riunito ieri ha stabilito le date del voto. Seggi aperti dalle 8 alle 18 nei giorni: 16 giugno, 22 giugno e 24 giugno 2021. Nel caso in cui nessun candidato supererà la soglia del 50% più uno degli aventi diritto, i primi due si sfideranno al ballottaggio che è stato fissato per mercoledì 30 giugno 2021.

La commissione elettorale è costituita dai professori Cappelli, Baronti e Iacoviello. Alle urne sono chiamati tutti i docenti, gli addetti del personale tecnico-amministrativo e i rappresentanti degli studenti. Sia il personale tecnico-amministrativo che i rappresentanti degli studenti avranno un voto ponderato. Saranno previste tre urne: una per i professori, l'altra per i dipendenti e la terza per i rappresentanti degli studenti. Intanto l'Università italiana si avvia verso l'ennesima rivoluzione.

La rivoluzione
A partire dal prossimo anno accademico, infatti, sarà possibile anche in Italia iscriversi contemporaneamente a più di un'università, frequentando più di un corso di laurea, così come avviene già in molti Paesi europei. Secondo le parole della ministra Messa, il governo Draghi sarebbe pronto per introdurre questo nuovo elemento che, scommettono in molti, sarà destinato a rivoluzionare e a cambiare lo scenario accademico italiano.

L'articolo 142 del regio decreto 1592 del 1933 impediva a tutti gli studenti italiani di frequentare contemporaneamente due percorsi universitari, che fossero nello stesso ateneo o in due atenei distinti. Ciò valeva sia per percorsi di laurea dello stesso livello (due lauree triennali o due lauree magistrali) sia per chi avesse voluto frequentare contemporaneamente un corso di laurea e, per esempio, un master. Divieto, che sta per essere eliminato.