Fortissima è ancora l'eco per la scomparsa del maresciallo Paris, ennesima vittima del Covid-19. È stato il secondo carabiniere della stazione di Guarcino a morire per il virus (il primo è stato Roberto Ceci, ndr) con l'ombra degli assembramenti a Campocatino tornata ad aleggiare in modo sinistro.

Non ci sarà mai la certezza che tutto sia nato lassù, a fine febbraio, con le belle giornate di sole che invitavano ad uscire, prima che l'intera Ciociaria ripiombasse in fascia rossa: ci sono soltanto indizi che possono essere valutati e presi in considerazione per contenere nuovi flussi scriteriati in futuro. Con una precisazione d'obbligo: sono i comportamenti delle persone a fare la differenza.

Su questi temi e su quanto accaduto abbiamo ascoltato i pareri di Urbano Restante e Claudio Guerriero, sindaci rispettivamente di Guarcino e Vico nel Lazio. Restante: «Non ho parlato fino ad ora in segno di rispetto per il maresciallo Paris. Cosa penso di quello che è successo? Non escludo niente».

Il sindaco di Guarcino ha ricordato quella domenica «Erano belle giornate, eravamo in fascia gialla e i movimenti erano consentiti. Gli impianti sciistici erano chiusi, è possibile che in alcuni punti ci siano stati assembramenti. Per quanto di nostra competenza, abbiamo provato ad arginare gli arrivi: alle ore 11 avevamo già chiuso la strada all'accesso di altre automobili». Restante ci ha tenuto a evidenziare che non si deve offuscare l'immagine di Campocatino, perché le eventuali responsabilità andrebbero cercate altrove. Ricorda che sta dialogando, in questi giorni, con il Prefetto di Frosinone, chiedendo consiglio e sostegno in visione del 1° maggio.

Claudio Guerriero è stato più caustico: «Ormai è successo e siamo costretti a piangere i nostri morti. Il buon senso delle persone? Ci credo fino a un certo punto. Mi regolo con i dati del contagio: venerdì è festa patronale a Vico e ci saranno limitazioni». Obiettivo per tutti: non dare alibi al virus.