I rifiuti ciociari continueranno ad andare a Viterbo e Civitavecchia. Ieri sera è arrivata la firma sulla nuova ordinanza da parte del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. La Saf, dunque, potrà continuare a conferire «fino alla data del 30 giugno 2021, gli scarti prodotti pari a 140 t/giorno rispettivamente: 100/t/g presso la discarica Ecologia Viterbo srl, e 40 t/g presso la discarica (Civitavecchia Fosso Crepacuore), non essendo disponibile alcuna capacità di smaltimento in discarica nell'Ato Frosinone».

È quanto prevedeva già l'ordinanza scaduta ieri. Anche in questo caso si tratta di una situazione precaria posto che, da qui a giugno, le cose non dovrebbero cambiare. Anzi, con la prossima ripartenza di bar e ristoranti è prevedibile un incremento della produzione dei rifiuti per cui, in base all'andamento dei prossimi mesi, si vedrà se fare degli aggiustamenti con quote di rifiuti da destinare fuori regione.

L'esaurimento di Roccasecca ha determinato la necessità di ridistribuire 450 tonnellate al giorno di rifiuti dei Tmb della E.Giovi, 180 della Saf e 70 della Ecosystem. E dunque «non sussistendo allo stato attuale soluzioni alternative che consentano lo smaltimento dello scarto dei rifiuti urbani indifferenziati prodotti dalla provincia di Frosinone e lavorati preso l'impianto Saf di Colfelice, anche il servizio di raccolta e conferimento da parte dei Comuni sarebbe interrotto», si rileva nell'ordinanza.

Per Roma, invece, in attesa della ratifica dell'accordo con la Toscana, i rifiuti andranno in Emilia Romagna a Sogliano al Rubicone, mentre quelli dell'impianto di Castelforte restano a Viterbo. Tra l'altro l'Ama ha chiesto una proroga di 60 giorni per l'avvio della procedura di gara per la selezione di impianti di conferimento all'estero, stabilito nell'ordinanza del 1° aprile.

Quanti ai costi maggiori per il trasporto in una discarica diversa da Roccasecca, nell'ordinanza si impone al gestore dell'impianto di Viterbo «di applicare, in via provvisoria e per il periodo di durata della presente ordinanza, considerata l'emergenza e l'urgenza e nelle more della fissazione della tariffa da parte della Regione Lazio, la stessa tariffa applicata dalla Mad di Roccasecca, fatti salvi i conguagli».

Nel frattempo, la Mad, la società che gestisce la discarica di Roccasecca, ha comunicato la volontà di non proseguire nel percorso di autorizzazione del quinto bacino. L'avvocato della Mad Marco Pizzutelli, infatti, afferma che «la settimana scorsa la Mad ha rinunciato all'autorizzazione per il quinto bacino. Per ragioni sue aziendali, non è in grado di portare avanti questi lavori». Nell'ordinanza di Zingaretti, in scadenza ieri, un passaggio era dedicato all'attivazione del sub lotto 1A nell'ambito dei lavori di realizzazione del V bacino. Lavori - non ultimati - richiamati anche nell'ordinanza di ieri.

Questa rinuncia significa, dopo l'esaurimento del quarto bacino, con conseguente conferimento dei rifiuti ciociari (ma non solo quelli) fuori provincia, di fatto la chiusura dell'impianto di Cerreto.
Una volta superata la fase d'emergenza, a questo punto, diventa non più procrastinabile la scelta del nuovo sito per ospitare la discarica della provincia di Frosinone, in modo da tornare ad avere un ciclo dei rifiuti autosufficiente.