Il decreto in vigore dal prossimo 26 aprile per contenere il contagio da Covid 19 ripristina le regioni gialle e stabilisce che «gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori delle Regioni e delle Province autonome collocati in zona arancione o rossa sono consentiti ai soggetti muniti delle certificazioni verdi». È stato confermato inoltre il coprifuoco dalle 22 alle 5. Per viaggiare c'è un "pass", una sorta di "certificazione verde".

Comprovante «lo stato di avvenuta vaccinazione, o guarigione dall'infezione, ovvero l'effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo». È stato altresì disposto: «Le certificazioni verdi Covid-19 sono rilasciate al fine di attestare una delle seguenti condizioni: a) avvenuta vaccinazione anti-Sars-CoV-2, al termine del prescritto ciclo; b) avvenuta guarigione da Covid-19, con contestuale cessazione dell'isolamento prescritto in seguito ad infezione da Sars-CoV-2, disposta in ottemperanza ai criteri stabiliti con le circolari del Ministero della salute; c) effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo».

Per quanto concerne i ristoranti, «dal 1° giugno, nella zona gialla, le attività dei servizi di ristorazione sono consentite anche al chiuso, con consumo al tavolo, dalle 5 fino alle 18, o fino a un diverso orario stabilito con deliberazione del consiglio dei ministri». Considerati gli scenari epidemiologici e il sovraccarico dei servizi territoriali e ospedalieri, il Comitato tecnico scientifico ha dato parere favorevole alla proroga dello stato di emergenza fino al 31 luglio. «Proroga necessaria per affrontare al meglio le misure di contenimento e supportare la campagna vaccinale».