Anziani soli? Non deve accadere, ed ecco che l'amministrazione porge una mano. È la nuova iniziativa dell'assessorato alla Coesione sociale rivolta agli anziani soli che potrebbero non essere riusciti a prenotare e a fare il vaccino. Attraverso una rete con le farmacie, i medici di famiglia, i centri anziani, e i sindacati dei pensionati, un gruppo di volontari del Servizio civile si è messo all'opera per promuovere una ricerca in proposito.

Il dato nazionale parla di un anziano su tre che non sarebbe riuscito a vaccinarsi, nel sud la percentuale aumenta fino ad arrivare in Sicilia dove il 50% degli anziani over 80 ancora non si è prenotato. Per fortuna il Lazio e la Provincia di Frosinone stanno dimostrando grande efficienza nella campagna di vaccinazione. Malgrado ciò i Servizi sociali di Cassino non vogliono che rimanga senza vaccino qualche anziano solo, magari perché non ha nessuno che lo supporta nella prenotazione on line oppure perché pensa di non volersi vaccinare e magari invece un colloquio telefonico potrebbe essere utile ad allontanare dubbi e paure.

«L'iniziativa - commenta l'Assessore Luigi Maccaro - è partita proprio dalle ragazze che, impegnate da mesi nel monitoraggio degli anziani soli, hanno rilevato questa necessità. Inoltre c'è stata anche qualche segnalazione da parte di cittadini. Così abbiamo cominciato a contattare farmacie, medici e organizzazioni che potrebbero conoscere anziani soli non ancora vaccinati come i centri anziani e i sindacati dei pensionati. Speriamo che il passaparola funzioni».
L'assessorato alla Coesione sociale intende in questo modo potenziare gli interventi di prossimità nei confronti di persone anziane in condizioni di fragilità o isolamento per tutelarne il benessere socio-sanitario e una maggiore tranquillità.

Per fare questo intende anche monitorare le condizioni di salute degli anziani, accertarsi che dispongano dei beni e dei servizi necessari e cerca di dare raccomandazioni sulle cautele da tenere per prevenire il contagio da Coronavirus. È anche importante garantire l'ascolto agli anziani in difficoltà psicologica a causa dell'isolamento, facilitare l'attivazione dei servizi sociali o sanitari in caso di necessità, fornire informazioni su servizi e farmacie e attivare, ove necessario, i servizi di pronto intervento. Il punto di partenza è il tracciamento di una mappa degli anziani con più di 75 anni che vivono soli e non hanno figli residenti in città.