Ha solo otto anni ma possiede già un grande senso di responsabilità. Piccola ma con le idee chiare: "basta inquinare" è diventato il suo motto. La mission di Lea, la bambina residente ad Alatri, prosegue, senza sosta, tappa dopo tappa nei luoghi dove la mano degli incivili colpisce e ferisce.

Dopo il primo cartello affisso sulle piazzole della superstrada tra Ferentino e Alatri (tra l'altro quest'ultima bonificata e dove è stata installata una fototrappola che ha pizzicato una persona mentre si disfatta di rifiuti), ha continuato a far sentire il suo grido d'allarme: "Non inquinate, è per il mio futuro". Cartello dopo cartello, tappa dopo tappa, la piccola è arrivata anche a Pofi, a ridosso del fosso Meringo dove giorni fa attraverso la pagina social "Il mio viaggio a Pofi" è stata segnalata una morìa di pesci, con tanto di foto scattate da Pino Rasati.

Il post
«Un tempo questo torrente che tra l'altro sfocia nel fiume Sacco, era un paradiso terrestre si legge sulla pagina Fb -oggi purtroppo sta diventando l'ennesimo luogo distrutto dall'uomo». E Lea è voluta andare proprio sul posto per lasciare lì uno dei tanti cartelli preparati e custoditi a casa per essere utilizzati come messaggio di speranza e soprattutto per smuovere le coscienze di chi inquina. Oltre al cartello ha lasciato anche i fiori. E proprio il fiore è disegnato sui volantini. Un sorta di simbolo di speranza.

Quel fiore che vorrebbe vedere sui prati verdi deturpati, invece, dai rifiuti. Lea non si ferma, prosegue il suo viaggio in quei luoghi della Ciociaria che meritano rispetto.