È tornata la primavera e i primi caldi hanno riportato anche i cinghiali a spasso in città. Non solo ai piedi di Montecassino. Infatti se negli anni passati i branchi di cinghiali affollavano via Riccardo da San Germano, i più "arditi" si sono spinti lungo il corso della Repubblica e in via Condotti e in via Varrone quasi fino a via Arigni, nei giorni scorsi esemplari sono stati visti dall'altra parte della città. L'anno scorso un grosso esemplare in piena mattina entrò addirittura nel cortile di un istituto superiore.

La novità di quest'anno, dopo oltre dodici mesi di pandemia, è l'arrivo dei cinghiali fino a piazza Restagno. L'obiettivo degli esemplari è quello di reperire cibo, in particolare a ridosso dei portoni dove vengono lasciate le buste dei rifiuti o dove si trovano i cassonetti condominiali. Dopo le numerose segnalazioni degli anni passati e in particolare della primavera scorsa, a fine maggio 2020 si tenne una riunione in Comune per cercare di trovare una soluzione. La presenza dei cinghiali infatti rappresenta un rischio sia per le persone, perché potrebbero avere reazioni anomale e diventare pericolosi, sia per gli automobilisti che potrebbero vederli sbucare all'improvviso sulla carreggiata che per la devastazione che lasciano al loro passaggio.

Un anno fa si fece il punto con diverse istituzioni, l'idea era quella di cercare di porre rimedio al sovraffollamento di esemplari a Montecassino, utilizzando gabbie per catturarli e spostarli in altri luoghi, più ampi e sicuramente distanti dai centri abitati, o anche l'uso di cani. Furono addirittura avanzate richieste per effettuare una sorta di studio nei mesi precedenti, a febbraio 2020, per i quali si propose l'Ente Parco dei Monti Aurunci, che gestisce l'area monumentale di Montecassino, per valutare l'impatto sulla fauna e il ruolo ecologico della specie.