L'andamento dell'epidemia in provincia di Frosinone resta costante. E dunque contagi sempre in calo, mentre non si arresta la scia di morte. Ieri sono stati segnalati altri sei decessi con 80 positivi e 133 negativizzati. E aprile rischia di rivelarsi, da questo punto di vista, peggiore di marzo e novembre, mesi chiusi con 100 deceduti.

Le vittime
Si allunga ancora l'elenco di chi non è sopravvissuto al Covid. Quelli di ieri sono un uomo di 58 anni di Guarcino, un uomo di 76 anni di Trivigliano, un uomo di 78 anni di Fiuggi, una donna di 83 anni di Cassino, una donna di 87 anni di Supino e una donna di 89 anni di Sgurgola. In questa settimana hanno perso la vita 22 persone. La scorsa settimana erano state 26, quella prima ancora 30. Ciò significa che ad aprile si contano 62 morti in 17 giorni, più di tre e mezzo ogni 24 ore.
Dall'inizio dell'epidemia sono 573.

Il monitoraggio del Sismg
Che in questi ultimi mesi ci sia una recrudescenza di vittime è confermato dai dati aggiornati sulla mortalità nei capoluoghi italiani "Andamento della mortalità giornaliera (Sismg) nelle città italiane in relazione all'epidemia di Covid-19". L'andamento di Frosinone non è costante nel tempo. Comunque a marzo si registra un incremento della mortalità, rispetto alla media dei cinque ani precedenti, dell'81%. Si è passati cioè da 27 casi attesi a 49 (più 22). Ma l'incremento dell'80% è il secondo dato più alto d'Italia, tra i 33 capoluoghi censiti, dopo il più 108% di Bari. A marzo la media italiana è attestata su un più 12%. Al contrario, Frosinone a febbraio registrava meno morti che in passato: 28 in relazione alle 33 attese per un meno 15%.

A gennaio, invece, la riduzione era ancora più evidente, meno 29% con 29 decessi in confronto alla media di 41 nei cinque anni che precedono. Anche a dicembre segno più con una crescita dei decessi del 18% e un passaggio da 33 a 39. Nello studio si prende in considerazione il periodo che va dal 27 gennaio al 6 aprile. Ebbene, in questa fase si sono contati 89 decessi rispetto ai 75 attesi per una crescita del 18,6%.
Come già accaduto nei precedenti report, la fascia di età con più morti resta quella degli over 85 con 37 vittime su 89, ovvero il 41,5%. A seguire si contano 20 morti nella fascia di età 75-84 anni (22,4%), quindi 17 nella fascia 65-74 (19,1%) e 15 per le restanti età (under 65), ovvero il 16,8%.

Le settimane più critiche per il capoluogo sono state quella tra il 10 e il 16 marzo e quella tra 24 e il 30 marzo, entrambe chiuse con 14 decessi, per un totale di 28 e un più 15 rispetto al dato atteso (più 115,3%).
In questo periodo sono morte 9 persone che avevano più di 85 anni, ma anche 8 che ne avevano tra i 65 e i 74. Dal 27 gennaio l'a n d amento dei decessi settimanali è stato vario: si è partiti da 10, poi 7, 3 e 9, poi due volte 7, quindi le due volte a 14 inframezzate da una settimana a 10, infine 8 casi. In sei settimane su dieci si contano più morti rispetto agli attesi, in una c'è una parità, mentre nelle restanti tre c'è una riduzione.
Da questo punto di vista si segnala la settimana 10-16 febbraio con appena 3 vittime rispetto alle 10 attese.
In quattro settimane sono morte sempre 5 persone over 85, in tre 4 tra i 75 e gli 84 anni, in una (10-16 marzo) si hanno 6 vittime nella fascia 65-74 anni, 4 i morti under 65 nella settimana 24-30 marzo. Zero decessi per gli under 65 in due periodi diversi come pure per quelli tra i 65 e i 74 anni. Infine, si hanno zero vittime tra chi aveva dai 75 agli 84 anni nel periodo 10-16 febbraio.

I nuovi positivi
I contagi dell'ultimo bollettino sono 80, venti in più dal giorno prima, ma continua la flessione. Finora la media settimanale è di 72,83 contagi al giorno contro i 96,4 con cui si è chiusa la precedente. Anche l'incidenza settimanale ogni 100.000 abitanti scende e si attesta a 114,88. I nuovi casi sono stati registrati a Frosinone 11, a Cervaro 9, ad Anagni e Cassino 7, a Piedimonte San Germano 6, a Ceccano 5, ad Alatri e Ferentino 4, a Piglio 3, ad Amaseno, Fontana Liri, Pignataro Interamna, Sant'Elia Fiumerapido e Veroli 2, Belmonte Castello, Castro dei Volsci, Castrocielo, Esperia, Monte San Giovanni Campano, Morolo, Patrica, Sgurgola, Trevi nel Lazio e Villa Santo Stefano 1.