Una rotta planetaria quella tracciata da Tavares, un "elettrico" al 34% della produzione entro il 2025 e strategie da "mille e una notte" per il mercato cinese.
Basta questo a fare il quadro di una corsa verso il futuro e di un'ambizione oltre ogni possibile previsione.

L'Italia rischia di perdersi e se "ieri" Cassino veniva salutato come lo stabilimento più all'avanguardia tra quelli italiani, oggi rischia di annegare nell'oceano delle occasioni che potrebbero essere trapiantate altrove.
E lasciare al 10% la sua produzione.

Oppure? Come rimettere in mare la navicella di Cassino Plant e agganciarla allo sviluppo dell'automotive? Sicuramente non a chiacchiere ma aprendo la cartina del buon navigatore per vedere "chi siamo", quali sono i punti di forza e "dove vogliamo andare".

L'università ce la sta mettendo tutta per accelerare i processi, già in atto e in piena evoluzione, legati allo sviluppo dell'elettrico come pure ha disegnato un corso di laurea per i futuri ingegneri dell'automotive.

...Continua 

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