E alla fine il giorno tanto atteso è arrivato. Ieri, dopo 23 anni, sono partite le analisi geotecniche nel fazzoletto di terra su cui pendono dubbi sulla presenza di veleni interrati. Analisi che sarebbero dovute partire nei giorni scorsi e che il maltempo aveva bloccato.
Il sole alto nel cielo ieri non ha lasciato spazio a ulteriori rinvii. Nei giorni scorsi l'area di Nocione è stata consegnata alla società Geotech incaricata delle indagini geofisiche di tipo non invasivo, come da progetto esecutivo relativo alla prima fase, lo aveva annunciato con una nota il Comune.

«Le indagini serviranno per stabilire l'estensione e la profondità dei rifiuti presenti in quel sito.
Successivamente sono previsti sondaggi geognostici con il prelevamento di campioni di acqua e di terreno nelle aree circostanti per verificare se l'inquinamento non sia diffuso anche lì» aveva già spiegato il consigliere comunale con delega all'Ambiente, Riccardo Consales, geologo.

Mercoledì scorso sono stati eseguiti i lavori di pulizia del sito, necessari per procedere con le analisi.
Le indagini geofisiche sono propedeutiche all'a vvio del piano di indagini che, come da contratto, dovranno essere completate entro 15 giorni. Quindi, si andrà a valutare fino a che profondità scavare e dove di preciso.
«Per questa fase ci vorranno due o tre giorni salvo maltempo, se non finiscono entro oggi si proseguirà ancora la settimana prossima ha spiegato il consigliere Consales Si sta ricostruendo a che profondità si trova il materiale e fino a dove si spinge verso i lati, poi si potrà procedere alla seconda fase quella dei carotaggi per un'analisi delle acque e dei terreni nelle zone circostanti».

Ma a ridosso dell'area, nella zona interdetta, ci sono anche campi incolti. «Questo rappresenta un problema continua Consales questi campi presentano vegetazione incolta. Ma per tagliarla bisogna comunque avere un permesso perché non si può utilizzare.
Alcuni hanno chiesto e ottenuto in determinate zone il permesso per effettuare l'analisi del foraggio.
Nelle aree più distanti, in particolare, per valutare l'eventuale contaminazione.

Comunque contiamo di procedere con tutti gli step e le fasi, solitamente queste operazioni non vengono interrotte. Aspettiamo l'ok dalla Regione per passare al secondo step già nei prossimi mesi, poi si procederà alla bonifica. In pratica si capirà la mole di rifiuti e il tipo, così da poter predisporre lo smaltimento in maniera adeguata, poi si procederà con ulteriori analisi per valutare la "salute" del terreno».

«La parte cruciale è la caratterizzazione, tolta la fonte di inquinamento si dovrà osservare se il terreno e la falda riescono a migliorare» ha concluso il consigliere Consales. Nuova vita per l'area del Nocione, da anni sotto la lente di ambientalisti e residenti.