Strade come piste da rally, con mezzi pesanti che sfrecciano su una fettuccia di asfalto più volte finita al centro di accese polemiche di residenti e associazioni per la mancata messa in sicurezza. Non episodi isolati, quelli che vedono soprattutto camion finire fuori strada, a ridosso dei complessi abitativi.

A perdere la vita sullo stesso tratto di strada l'ultimo in ordine di tempo è stato l'ottantenne Umberto Pariselli.
Ma la battaglia per la messa in sicurezza di quel tratto, che congiunge Cassino con San Vittore del Lazio e Rocca d'Evandro, risale almeno a due anni fa.
Due anni di richieste e di proposte. A frenare tutto, nonostante il Comune avesse già predisposto l'iter, una burocrazia complessa ulteriormente gravata dalla pandemia.

Ieri, finalmente, l'atteso incontro tra amministratori, Astral, residenti e volontari dell'associazione "La Notte degli Angeli" impegnata su tutti i fronti, quando si parla di sicurezza sulle strade. È stata proprio l'associazione a rivolgersi all'Astral per sbloccare la richiesta di nulla osta fatta già dal Comune di Cassino lo scorso gennaio.
Ma mai pervenuta.

Finalmente ieri mattina, alla presenza anche del sindaco Enzo Salera, un primo fattivo incontro tra le parti. Presenti, infatti, il primo cittadino, i consiglieri Marrocco (che abita in quella zona), Iemma e il vigile urbano Calce, il funzionario responsabile della Manutenzione Vecchio, l'ingegner De Angelis e i funzionari Astral, accanto ai cittadini e ai volontari.

«La situazione di pericolo è determinata soprattutto dall'alta velocità di molti (la causa principale di alcuni degli incidenti mortali), dai mezzi pesanti che percorrono tale strada, dall'assenza di marciapiedi, peraltro non realizzabili in quanto alcune abitazioni sono al limitare dell'arteria.

Con i cittadini si sono valutati gli accorgimenti possibili da adottare: scartata l'ipotesi dei classici dossi, non consentiti su strade regionali, si è pensato a degli attraversamenti pedonali rialzati da rendere maggiormente visibili mediante lampeggianti, oppure a dei tutor rilevatori di velocità» hanno spiegato dal Comune. E il primo cittadino ha assicurato i residenti che si adopererà per concretizzare quanto proposto.
A margine dell'incontro il vice presidente Bellaria ha anche raccolto la volontà dei residenti di cedere addirittura un metro di terreno, pur di far realizzare i marciapiedi. Il presidente Claudia Quinto si è detta fiduciosa: «Ora puntiamo davvero sulla sicurezza».