Bacio "rubato" a una studentessa, ex dipendente dell'ateneo finisce nei guai per violenza sessuale.
Con lui, però, nella delicata inchiesta ci finiscono pure tre dirigenti e il rettore per omessa denuncia in qualità di pubblici ufficiali. L'indagine, per la quale erano state richieste delle proroghe, è giunta ora a conclusione nei confronti di Vittorio Soave, exdipendente del Cudari Centro universitario diversamente abili ricerca e innovazione dell'Università di Cassino per una ipotesi di violenza sessuale: un bacio sulle labbra "rubato" nei corridoi del Cudari. E nei confronti di Rossella Tomassoni, presidente del Cudari; Maurizio Ottaviani, originario di Fontana Liri e direttore dell'Aipes e del rettore Giovanni Betta: tutti per omessa denuncia.

Le contestazioni
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'ipotesi di violenza sessuale sarebbe riferibile a un presunto bacio che la giovane operatrice, studentessa dell'Università, denuncia dopo un po' dai fatti che risalgono al novembre del 2019. Secondo la ricostruzione degli agenti della Mobile, coordinati dal vice questore Flavio Genovesi, i filoni da seguire però sarebbero due: quello di una presunta violenza sessuale e uno legato a vessazioni in ragione della sua posizione verso altre due studentesse residenti nel Cassinate, sempre operatrici Cudari, amiche della presunta vittima. Maltrattamenti consistiti, secondo l'accusa, nel negare ad esempio la pausa pranzo o in atteggiamenti aggressivi e definiti denigratori.

Per il rettore Betta e le altre figure dirigenziali, invece, l'ipotesi sarebbe quella legata a una mancata denuncia. Sempre secondo il castello accusatorio della procura con la delicata inchiesta affidata al pm Rubolino sarebbero alcune intercettazioni tra il rettore e dei professori a far intendere che la questione fosse divenuta ormai nota. Accuse tutte da provare. Intanto l'avvocato dell'ex dipendente universitario, Gabriele Picano, ha depositato ieri mattina in procura la richiesta di interrogatorio per l'indagato, per poter dimostrare la totale estraneità ai fatti contestati del suo assistito, certo di poterlo dimostrare anche qualora si dovesse arrivare a dibattimento. Accuse che l'ex dipendente nega con forza.