Una cerimonia funebre carica di pathos quella che si è tenuta ieri pomeriggio nella chiesa di Santa Restituta per l'ultimo saluto al generale di Corpo d'armata in congedo Vincenzo Iannuccelli. L'indimenticabile "comandante", come è stato ricordato ieri da quanti l'hanno apprezzato sia come amico esemplare che come militare modello, nacque a Sora nel maggio del 1958. Nella sua brillante carriera ha portato in alto il nome della città. È stato uno splendido esempio di dirigente militare, ricoprendo ruoli di rilievo sia in Italia che in numerose missioni all'estero, come in Kosovo e in Libano.

Tanti i prestigiosi riconoscimenti: Grande ufficiale Ordine al merito della Repubblica, Croce d'argento al merito dell'Esercito, Croce di bronzo al merito dell'Esercito e Cavaliere Ordine al merito della Repubblica. Ieri in chiesa lacrime miste a uno struggente ricordo, soprattutto durante la toccante omelia di don Paolo Galante che ha tratteggiato la figura del generale, un sorano autentico, innamorato della sua città, un esempio per l'intera comunità. Autorità civili e militari hanno voluto stringersi al dolore della famiglia Iannuccelli. Presenti anche il sindaco Roberto De Donatis e il presidente del consiglio comunale Antonio Lecce.

A rendere omaggio al generale il picchetto d'onore e i gonfaloni della città di Sora, degli Alpini e dell'Associazione aeronautica. La bara era avvolta dal Tricolore che il generale Iannuccelli ha sempre difeso e servito anche in missioni all'estero. Nel suo percorso di vita ha purtroppo incontrato anche la malattia e ha conosciuto la sofferenza. Al termine della cerimonia funebre, curata dalla ditta "Santa Restituta" di Cassino, la tumulazione nel cimitero di Sora vicino al maresciallo capo Luca Polsinelli, caduto a Kabul.