Minore pestato brutalmente da un coetaneo per aver fatto un apprezzamento poco gradito a una ragazzina del posto. La violenza viene ripresa da un amico del bullo e postata su Facebook come monito, come linea di confine da non superare. Un messaggio chiaro per chiunque avesse osato rivolgere anche solo uno sguardo alla giovane contesa.

Quanto accaduto, ora al vaglio della procura minorile, non è affatto avvenuto nella periferia di una grande città o in una zona degradata. È accaduto a fine gennaio nel campetto di calcio di Cervaro, lo stesso che ha visto crescere intere generazioni, in una comunità coesa dove la parola o la stretta di mano hanno ancora un significato.

La denuncia della famiglia del ragazzo picchiato - che si è rivolta all'avvocato Sandro Salera - arriva a febbraio, dopo che il minore pestato supera la settimana di prognosi stabilita dai medici dell'ospedale. E iniziano le indagini tutt'ora aperte, affidate ai carabinieri della locale stazione, della Compagnia di Cassino, agli ordini del capitano Giuseppe Scolaro.
In base ai primi elementi raccolti è venuta fuori una storia affatto facile da "digerire".

Elementi al vaglio
Potrebbe essersi trattato di un'imboscata? Può darsi. Questo è solo uno degli elementi al vaglio della magistratura. La vittima racconta di essere stato contattato da un amico del bullo per prendere parte a una normale partita di calcetto. All'arrivo al campetto di Cervaro trova i ragazzini con cui avrebbe dovuto giocare, anche più piccoli di lui, insieme al suo "rivale" e all'amico che riprende tutto con il cellulare.
Nelle immagini, poi affidate ai social come un trofeo da esibire, si vede nettamente la brutalità con cui il bullo picchia il suo coetaneo mentre gli altri stanno a guardare.

Nessuno muove un muscolo. Calci, pugni e botte anche quando il quattordicenne è a terra. Poi la ripresa fatta dall'altro ragazzino viene caricata sui social e diventa virale: quel "sei bellissima" è stato troppo. Tanto da meritare una punizione esemplare, che possa essere un monito per gli altri "rivali": nessuno tocchi neppure con un complimento quella ragazzina.
Le indagini dovranno chiarire se sia trattato di una vera imboscata e vedere chi si sia reso responsabile della diffusione del video oltre all'amico del bullo. Il quattordicenne accusato del pestaggio è chiamato a rispondere di lesioni personali aggravate.