Lacrime di dolore per il lutto, ma anche rabbia.
Sentimenti contrastanti quelli vissuti da una famiglia durante il funerale di un proprio congiunto venuto a mancare a ridosso della Pasqua.

La scomparsa dell'uomo, marito, padre e nonno, ha lasciato un'immaginabile vuoto in quanti lo amavano, ma lo sdegno dei familiari ha preso il sopravvento quando, al momento della tumulazione, gli stessi parenti si sono visti costretti a sistemare la bara nel loculo, posto a un'altezza proibitiva per l'unico operaio comunale presente che ha dovuto chiedere aiuto a un addetto della ditta di onoranze funebri. Ma neanche questo è bastato.

«Durante la tumulazione di mio nonno ho potuto constatare quando poco rispetto ci sia per le famiglie che perdono un caro - ha detto il nipote dell'anziano deceduto-  La bara è stata prima trasferita a terra con un carrello poco funzionante. Mio nonno aveva un peso importante, quindi quattro braccia, quelle del custode del cimitero e dell'operaio della ditta funebre non sono riuscite a metterlo sull'impalcatura, tanto che la bara stava scivolando. Sono intervenuto con mio padre e mio zio e l'abbiamo messa in equilibrio e poi sul trabattello. Ma i problemi non sono finiti perché era posizionata male dato che il Comune vuole che il corpo entri nel loculo dai piedi. La scena più brutta è stata vedere le lacrime di mia nonna, dopo sessant'anni di matrimonio, soffrire per il corpo del marito trattato in quel modo».

Da qui la domanda: «Ma un montacarichi? Un po'di personale al cimitero? A Sora c'è tanta gente che prende il reddito di cittadinanza: perché non viene impegnata in questi lavori? Spero che situazioni del genere non accadano mai più».

«Credo che il ragazzo abbia ragione - dice il sindaco Roberto De Donatis - ma il problema non si risolve con chi prende il reddito di cittadinanza. Servono professionalità e tecnologie che si possono acquisire come servizi esterni. E su questi stiamo lavorando».