"I guerrieri della notte" è un film cult del 1979 che mostra, in un onirico, gotico Bronx, la lotta tra le gang rivali di New York, ostaggio di una spettacolare caccia all'uomo. E guerrieri della notte, fatte le debite proporzioni, debbono sentirsi i gruppi di giovani che, sera dopo sera, si riuniscono nel centro storico di Veroli, per sfidarsi non a colpi di mazze da baseball bensì a boccali di birra. Con buona pace del coprifuoco imposto dalle normative anti-covid; della tranquillità dei residenti; della salute pubblica.

Dietro di sè, questi nuovi "The Warriors" lasciano una indecorosa scia di immondizia, fatta degli scarti di questi notturni rendez-vous e che, nonostante la presenza di cestini per i rifiuti, resta lì, come bandiera di inciviltà. Sotto la cui egida, evidentemente, essi si riconoscono.

Il commento
«Quasi ogni sera, va in scena lo stesso film: gruppi di almeno 20 ragazzi ammassati senza mascherina tra piazza Santa Salome e sotto alla "Loja" - è lo sfogo di alcuni cittadini - Le telecamere cosa ci sono a fare? I locali sono tenuti a chiudere ma in mezzo alla strada si vede di tutto.
E i bravi cittadini devono continuare a subire senza neanche poter dire nulla! Vorremmo solo più controlli da parte delle forze dell'ordine: si parla tanto dei possibili danni che il distanziamento imposto dalla pandemia può avere sulle fasce più giovani, e questo menefreghismo per le regole ne è un chiaro sintomo.
Un intervento amichevole dei tutori della legge potrebbe fare la differenza per qualche ragazzo che si trova imbrigliato in situazioni borderline».

Non è la prima volta che il privato cittadino si vede costretto ad affidare l'amaro sfogo ai giornali o ai social network. Un trend in crescita che dovrebbe far riflettere. O che, forse, può essere letto come la spia di una generalizzata sfiducia verso punti di riferimento ben più autorevoli.