"Pecunia No Limes", continua la battaglia legale. L'operazione condotta da polizia e finanza aveva portato circa un mese fa a ipotizzare nuovi illeciti nel settore dell'accoglienza e a tre arresti oltre a cinque interdittive: per la procura gli stranieri sarebbero stati costretti a pagare con i propri soldi perfino le foto per i documenti.

Negli ultimi giorni il gip di Cassino ha respinto la revoca dei domiciliari per i fratelli Odierno e per Nappi ma avrebbe attenuato le interdittive per tutti e cinque i coinvolti: no "solo" a incarichi dirigenziali. Nel frattempo, il Riesame di Frosinone ha respinto la revoca di dissequestro per i beni di Francesco Odierno. L'operazione nasce da una protesta avvenuta a Cassino al Cas "Villa Benedetto" di via Vaglie, gestito dall'Ati (costituita dall'associazione culturale Formland e dall'associazione di promozione sociale No Limes) a marzo del 2018. Gli ospiti, all'arrivo degli inquirenti, riferirono di condizioni inumane: sovraffollamento, presenza di muffe, cibo scarso; nessuna lezione di italiano, se non pagata dagli stessi ospiti.