Bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema e teatri potrebbero presto ripartire. La speranza di molti esercenti è legata all'andamento della campagna vaccinale. Il tanto atteso via libera potrebbe essere legato, come annunciato dal premier Mario Draghi, non solo dall'andamento dell'epidemia, ma anche alla percentuale di persone over 70 vaccinate. Questo parametro, allo stato, potrebbe favorire alcune regioni a discapito di altre. E il Lazio è tra le prime insieme a Veneto e Molise come rilevava ieri il quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

Finora, l'Italia ha somministrato 12.652.847 dosi di vaccino. Sono 3.853.704 le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti Covid. Secondo i numeri del governo, in rapporto al numero di sieri ricevuti, hanno somministrato il 90,3% di vaccini il Veneto, l'89,6% la Valle d'Aosta, l'87,1% la Toscana, l'86,5% la provincia di Bolzano, l'84,5% l'Emilia Romagna, l'84,2% il Molise e l'83,1% il Lazio per restare tra chi è sopra l'83%. I dati peggiori sono quelli di Calabria, al 72,1%, Basilicata al 74,5% e Puglia al 75,4%.

Venendo ai numeri che potrebbero favorire una più repentina riapertura delle attività, al momento ancora chiuse, sul fronte delle vaccinazioni degli over 80 il Lazio è al 71,61% con un altro 46,81% che ha la doppia copertura. La media italiana è, rispettivamente, di 68,69% e di 37,55%. Chi fa meglio di tutti è la Basilicata con l'82,95% avanti al Veneto all'80,83% e alla provincia di Trento, al 77,11%. Scendendo alla fascia della popolazione tra i 70 e i 79 anni primo è il Veneto con il 35,91, seguito da Toscana al 31,16% e dalla provincia di Bolzano al 30,48% davanti al Lazio che è al 28,40%.

Restano poi altri indicatori quali l'Rt e l'incidenza settimanale che avranno un peso sulla scelta di riaprire prima o meno. Attualmente, in base all'ultimo monitoraggio della cabina di regia, il Lazio ha un Rt a 0,90. I migliori sono il Friuli Venezia Giulia con lo 0,79 davanti ad Emilia-Romagna e Molise allo 0,81. L'Rt più alto è quello della Sardegna a 1,54, seguita dalla Valle d'Aosta a 1,39 e dalla Sicilia a 1,22. L'incidenza - con dati aggiornati all'8 aprile - ogni 100.000 abitanti è inferiore ai 250, valore limite oltre il quale scatta la zona rossa, quai ovunque tranne che in Valle d'Aosta a 416 e Puglia a 258. Il Lazio è a 173, il Molise, il migliore, a 58 a precedere anche Umbria a 100 e Abruzzo a 127.
Intanto, sempre a proposito di vaccini, la provincia di Frosinone è a quota 90.919 con le 1.428 registrate nelle ultime 24 ore.

Il Lazio ha superato 1,2 milioni di somministrazioni (1.285.812, ieri sono state 22.518) mentre «per gli anni 63 e 62 (ovvero i nati nel 1958 e 1959), sono già oltre 35.000 le prenotazioni e tutto si sta svolgendo regolarmente», fa sapere l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato. Che ritorna sulla questione del vaccino russo: «Su Sputnik perchè Germania si e Italia no?». Intanto hanno ricevuto la doppia dose in 370.432.

Il monitoraggio del Seresmi
Sempre D'Amato illustra i risultati del monitoraggio del servizio regionale di sorveglianza delle malattie infettive. Scrive l'assessore: «Dei casi finora confermati l'età mediana è di 45 anni, equamente ripartiti tra maschi (48,7%) e femmine (51,4%). I casi confermati da inizio epidemia sono così distribuiti: il 17,7% nella Asl Roma 1, il 21% nella Asl Roma 2, il 10,2% nella Asl Roma 3, il 5% nella Asl Roma 4, il 9,3% nella Asl Roma 5, il 10,6% nella Asl Roma 6, il 9,1% nella Asl di Frosinone, il 9,4% nella Asl di Latina, il 2,9% nella Asl di Rieti e il 4,7% nella Asl di viterbo. Il 77,3% è stato individuato da attività di screening e il 22,7% da test per sospetto diagnostico. Il 93,9% dei casi attualmente positivi è in isolamento domiciliare, il 5,4% è in ricovero ospedaliero e lo 0,6% è ricoverato in terapia intensiva. Si registra il 77,4% di guariti e il 2,3% di decessi».