Le polemiche non erano mancate. Poi, in un clima di grande conflittualità tra l'amministrazione comunale e la Frosinone mobilità e servizi, era scattata la denuncia.
La decisione, unilaterale di Fms, di alzare la tariffa oraria della sosta nelle strisce blu di propria competenza, all'interno del capoluogo, ha portato il rappresentante legale della società, l'imprenditore verolano Leonardo Zeppieri davanti al gup del tribunale di Frosinone.

Ieri, per quanto concerne le imputazioni di abuso d'ufficio e frode in pubbliche forniture, il gup Fammietta Palmieri non ha ravvisato condotte penalmente rilevanti in capo all'imprenditore e ha pronunciato una sentenza di proscioglimento. Questo capitolo dell'annosa vicenda, legata non solo alle strisce blu, ma che si trascina dall'apertura del parcheggio multipiano di viale Mazzini, oggetto di una serie di contenziosi tra pubblico e privato, si chiude qui.

Ma non si esclude che, proprio alla luce del proscioglimento di Zeppieri, le parti ora possano riavvicinarsi e addivenire a un accordo così da metter fine, soprattutto in sede civile, ai contenziosi esistenti.
Peraltro, la decisione, di elevare le tariffe della sosta minima e quella oraria delle strisce blu della Frosinone Mobilità e Servizi, era stata ritirata dopo qualche mese.
Ieri, davanti al gup del tribunale di Frosinone Fiammetta Palmieri, alla quale era stata presentata una richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura, si è chiusa l'udienza preliminare.

Leonardo Zeppieri, rappresentante legale del gestore di una parte dei parcheggi a pagamento e del multipiano di Frosinone, assistito dall'avvocato Giampiero Quadrini è stato prosciolto da entrambe le accuse dalle quali doveva difendersi. Era imputato di abuso d'ufficio e frode in pubbliche forniture. Nel primo caso, Zeppieri era considerato come incaricato di pubblico servizio, nell'altro gli si contestava l'aver adottato un provvedimento, la variazione della tariffa oraria da 70 centesimi a un euro, di competenza del Comune di Frosinone con il quale tra le parti è stata sottoscritta una convenzione, all'esito della realizzazione da parte del privato del parcheggio multipiano.

L'aumento del ticket è stato adottato nel marzo del 2018 e revocato il 19 luglio dello stesso anno a seguito delle polemiche e delle minacce di azioni legali, poi concretizzatesi, da parte dell'amministrazione comunale. È stato l'apice di una serie di contrasti in essere tra le parti soprattutto sulla remuneratività della sosta nel mega parcheggio al curvone di viale Mazzini.
La Frosinone Mobilità e Servizi, da anni, infatti, contesta il piano economico finanziario delle strisce blu e del multipiano e ne chiede, invano, una revisione. Per questo aveva deciso di alzare le tariffe della sosta a pagamento.

Negli scorsi anni, tra altro, la Fms aveva ottenuto una pronuncia favorevole con un lodo arbitrale che, poi, in appello, è stato annullato per un vizio di forma. Da lì lo scontro si è spostato nelle aule civili del palazzo di giustizia. Alla scelta di riportare la tariffa a 0,70 è seguita ugualmente la denuncia del Comune, costituito parte civile con l'avvocato Marina Giannetti. Alla scorsa udienza il pm aveva insistito per il rinvio a giudizio, come del resto la stessa parte civile.

L'avvocato Quadrini per la difesa, ha presentato anche una memoria scritta a sostegno delle tesi difensive. Ieri il giudice ha ritenuto, per quanto riguarda l'abuso d'ufficio, a seguito della riforma, che nel caso in esame il fatto contestato non è più previsto dalla legge come reato, mentre per quanto riguarda la seconda contestazione, quella di frode in pubbliche forniture, il magistrato ha deciso per il non luogo a procedere con la formula perché il fatto non sussiste.