Troppo forte la pressione mediatica, troppo evidente l'isolamento politico. Anche all'interno del Pd, il suo partito. Mauro Buschini ieri mattina si è dimesso da presidente del consiglio regionale del Lazio. La vicenda cheha portato al passo indietro di Buschini è legata al concorso del Comune di Allumiere, dal cui elenco-idonei il consiglio regionale del Lazio e altri enti pubblici hanno proceduto a ventiquattro assunzioni definitive. Si tratta soprattutto di collaboratori fiduciari di esponenti del Partito Democratico. Il caso cosiddetto delle "assunzioni sprint".

La decisione
Mauro Buschini aveva deciso di dimettersi da presidente del consiglio regionale nei giorni scorsi.
Martedì 6 aprile ha tenuto una serie di incontri, ma il dado era già tratto. Ieri il passo finale. Indietro.
Per togliere dall'imbarazzo politico il presidente Nicola Zingaretti e i Democrat. D'altronde i segnali erano stati tutti precisi e concordanti. Si trattava solo di metterli in fila. Zingaretti aveva immediatamente preso le distanze dalla vicenda: «Nessuno chiede a Draghi cosa fa la presidenza della Camera». Nessuna presa di posizione, in quei giorni, dei vertici politici regionali del Pd. Sono arrivati dopo. A Pasquetta non è passata inosservata l'assenza di Mauro Buschini durante la visita dell'assessore Alessio D'Amato ai centri vaccinali di Frosinone. In precedenza Buschini era sempre stato in prima fila nei tredici mesi di emergenza sanitaria.
Ieri sono arrivate molte prese di posizione.
Dopo le dimissioni però. Prima invece non erano mancati i "distinguo", anche nel Pd nazionale. Ad ogni modo ieri mattina Mauro Buschini ha avuto due confronti: il primo con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il secondo con il vicepresidente Daniele Leodori, nel corso di una lunga camminata nei corridoi del consiglio regionale. Quindi l'atto finale: le dimissioni.

Le motivazioni
In una lettera ai consiglieri regionali Mauro Buschini ha scritto: «Negli ultimi giorni si è discusso, soprattutto sugli organi di informazione, delle deliberazioni dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale in materia di personale, che ha portato all'assunzio ne di nuovi dipendenti nel nostro ente, attraverso lo scorrimento di graduatorie provenienti da concorsi svolti dai Comuni. Una procedura che ha rispettato nel suo percorso le norme nella loro interezza». Poi ha aggiunto: «Pur tuttavia ho ritenuto di proporre alla conferenza dei capigruppo l'isti tuzione di una "commissione trasparenza", presieduta da un esponente dell'opposizione, che duri fino alla fine della legislatura e che possa affrontare tutti i temi rispetto ai quali ci sia necessità di approfondimento, a partire dalle assunzioni dei dipendenti.

Dopo il percorso di aula, che spero sia molto contenuto nella tempistica, sarà compito del presidente del consiglio regionale, seguendo le indicazioni dei gruppi consiliari, nominare i membri della commissione con proprio decreto. Ritengo, a garanzia di totale imparzialità e trasparenza, che a decretare questa commissione ci sia un altro presidente. Non vivo questa scelta come una resa, né come una azione dettata da impulsività sotto la pressione delle polemiche di questi giorni, ma come un atto di amore verso questa istituzione, per aiutare a fare chiarezza e garantire prestigio al nostro consiglio ed al nostro lavoro. Sono certo che apprezzerete questo gesto, che ritengo giusto per chi rappresenta e vive le istituzioni».

Il post su facebook
Diversi i toni di un post su facebbok. Buschini nota: «Negli ultimi giorni il consiglio regionale del Lazio e la mia persona sono stati vittime di attacchi senza fondamento e speculazioni politiche e mediatiche».
Rileva: «Come sapete ho sempre lavoratonel pieno rispetto della legge,delle istituzioni e nella massima correttezza. Ribadisco che la procedura è stata non solo regolare, ma pienamente trasparente, come è stato unanimemente riconosciuto». Aggiunge: «Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da presidente per garantire al mio successore di nominare in piena autonomia i membri della Commissione trasparenza che ho fortemente voluto e che, sono sicuro, farà luce sulla vicenda. È una decisione che ho maturato per la passione e la serietà con la quale ho ricoperto il mio ruolo e che ho deciso di prendere per il rispetto massimo che nutro per le istituzioni, i miei colleghi e i cittadini che da anni mi conoscono per la serietà e concretezza e che negli ultimi giorni mi esprimono il loro sostegno». Quindi assicura: «Continuerò con lo stesso entusiasmo di sempre a rappresentare le istanze dei cittadini e cercare di dare risposte alle aspettative di un territorio, al quale mi lega un profondo sentimento di amore». Una decisione sofferta, ma inevitabile per come si erano messe le cose. Con l'imbarazzo che era diventato il sentimento prevalente dei vertici regionali e del partito.

Le reazioni
Per il presidente della Regione Nicola Zingaretti «la proposta di istituire una commissione di trasparenza in consiglio regionale è un fatto positivo». Spiega: «Sono sicuro che aiuterà l'efficienza e la credibilità di quella istituzione agli occhi dei cittadini e fugherà ogni eventuale dubbio sulle procedure adottate nelle ultime assunzioni. Ringrazio Mauro Buschini per il suo gesto di serietà e responsabilità istituzionale che rafforza la credibilità e il percorso intrapreso dal consiglio regionale e aiuterà ora ad andare avanti nel lavoro quotidiano e legislativo». I gruppi di maggioranza di centrosinistra in una nota si dicono «certi che al più presto tutto verrà chiarito in modo definitivo e si metterà fine a polemiche strumentali». Su facebook il gruppo consiliare dei Cinque Stelle scrive: «Nessun cono d'ombra puòedeve offuscare l'operato delle istituzioni, né alcuna ambiguità deve rimanere sulla legittimità dei procedimenti adottati. Apprezziamo la scelta di Buschini di fare un passo indietro per garantire l'imparzialità nellascelta deimembri della commissione che, come da regolamento, devono essere nominati, con decreto, dal presidente del consiglio e che da qui a fine legislatura avrà il compito di affrontare tutti i temi che meriteranno approfondimento. Una decisione saggia che esclude qualsiasi interferenza nella nomina e nell'operato del gruppo che dovrà appurare come siano andate effettivamente le cose».

Bruno Astorre, segretario regionale del Pd, nota: «Mauro Buschini ha dimostrato ancora una volta di essere una persona seria e corretta. Un passo indietro per permettere che venga chiarita la vicenda concorsi». Il gruppo regionale di Fratelli d'Italia argomenta: «Prendiamo atto del gesto di responsabilità del consigliere Buschini che per fare chiarezza sulle assunzioni dalla graduatoria di Allumiere ha deciso di rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio regionale. Tuttavia ci aspettiamo le dimissioni dell'intero Ufficio di Presidenza che ha votato e approvato all'unanimità i discussi atti al centro della polemica di questi giorni. Facciamo appello all'intero ufficio di presidenza di prendere atto di quanto è accaduto e agire di conseguenza contribuendo a un ineludibile percorso di trasparenza». Si apre una battaglia politica durissima. Mauro Buschini era stato eletto presidente del consiglio regionale il 17aprile 2019.Subentrò a Daniele Leodori, nominato vicepresidente della Giunta.
All'inizio della legislatura, dacapogruppo delPd, Buschini aveva favorito il cosiddetto "patto d'aula", fondamentale per consentire alla cosiddetta "anatra zoppa" di Nicola Zingaretti di alzarsi in volo. Il centrosinistra, infatti, non aveva una maggioranza autonoma. In pochi giorni la vicenda delle assunzioni ha rappresentato uno tsunami politico. Fino alle dimissioni.