Rinviato al prossimo 4 maggio l'inizio del processo di Claudio Marini, il regista ciociaro in carcere a Roma da Ferragosto dello scorso anno con l'accusa di violenza sessuale. L'udienza è slittata per un caso di covid nella sezione dove si trova il frusinate.

I fatti contestati si sarebbero verificati tra il settembre 2019 e il luglio 2020 nei confronti di alcune ragazze che stava selezionando in provini individuali per film che si sarebbero dovuti girare da lì a poco. A puntare il dito contro il quarantottenne sono state otto ragazze che hanno denunciato gli atti di presunta violenza.

Secondo l'accusa, nel corso dei provini, le vittime venivano invitate ad un primo incontro organizzato presso sedi-uffici presi in affitto ad hoc, con la finalità di accattivare la loro fiducia e di rendere la prospettiva di poter aspirare ad una parte nel film quanto più realistica possibile.

Il regista Marini è difeso dall'avvocato Mario DiSora.
Il 4 maggio il processo dovrebbe essere riunito con l'altro procedimento che lo vede accusato a Milano.
Deve rispondere di appropriazione indebita, documenti falsi e abusi sessuali su una ragazza da poco maggiorenne e su almeno altre tre ragazze tra i 23 e i 29 anni. In questo procedimento Marini è difeso dall'avvocato Sarah Grieco.