Veleni sepolti a Nocione, finalmente si va in profondità.
Con la pulizia del fondo si è dato il via alla parte operativa: da lunedì avranno inizio le indagini geofisiche nell'area tristemente nota per i rifiuti sanitari e pericolosi "nascosti" nel ventre della terra da oltre vent'anni e venuti alla luce solo grazie ad ambientalisti senza paura e a inquirenti determinanti.

Nelle scorse settimane il dirigente dell'area tecnica del Comune, l'ingegnere Mario Lastoria, ha dunque predisposto quanto dovuto per l'effettuazione delle indagini geofisiche nell'area di Nocione. «Il servizio Manutenzioni ha avviato ieri i lavori per la pulizia del fondo, consistente nel taglio della vegetazione. Mentre lunedì verrà consegnata l'area per le indagini geofisiche di tipo non invasivo, così come previsto nel progetto esecutivo relativo alla prima fase. Tale progetto è stato approvato con determina del dirigente il 18 febbraio scorso» fanno sapere dal Comune.

Il consigliere comunale con delega all'Ambiente, Riccardo Consales, di professione geologo, ha spiegato che «le indagini serviranno per stabilire l'estensione e la profondità dei rifiuti presenti in quel sito. In una seconda fase aggiunge verranno programmati sondaggi geognostici con il prelevamento di campioni di acqua e di terreno nelle area circostanti per verificare se l'inquinamento si sia diffuso anche lì».

Le indagini geofisiche, prosegue, affidate alla società Geotech S.a.s, sono propedeutiche all'avvio del piano di indagini in sito che, come da contratto, dovranno essere completate entro 15 giorni. La direzione delle indagini è stata affidata al geologo Vincenzo Colagiacomo.

«In questo periodo il tratto di strada comunale adiacente il fondo oggetto di indagini sarà interdetto al transito veicolare» aggiunge. Dunque si andrà a valutare fino a che profondità scavare e dove di preciso.
Una prima visione d'insieme venne data dai sorvoli degli aerei fatti giungere dalla Guardia di Finanza di Cassino da Pratica di Mare. Ora si va in profondità: «Con l'installazione di pali, verrà irradiata dell'energia elettrica: la reazione a determinati impulsi potrà rivelare elementi necessari allo scavo».

E i cumuli già presenti in superficie? Per quelli, dicono dal Comune, si attenderà la fase due, ovvero la bonifica. Perché risultando rifiuti pericolosi misti a terreno, lo smaltimento degli stessi materiali pare sia più complesso del previsto.