Oltre ai rifiuti sul lungofiume adesso sulla pista ciclabile abbandonano anche cani. Ieri mattina un cittadino ha scorto nella vegetazione una cassetta di plastica gialla, di quelle che solitamente contengono bottiglie o che si usano al mercato.

Avvicinandosi ha sentito un lamento, la cassa era chiusa con una rete di ferro arrugginita, termosaldata, per il cucciolo era impossibile uscire. Con le zampe piegate e diverse ferite era lì, in attesa del suo destino.
Ma c'era qualcosa di diverso in serbo per quel cucciolone dal pelo bianco che è stato prima liberato e poi soccorso.

Necessarie cure urgenti anche per la massiccia presenza di zecche e parassiti. Sul piede di guerra animalisti e non solo: «Gli abbandoni di cani e gatti sono all'ordine del giorno, sia cuccioli che adulti, purtroppo, e non ci sono giustificazioni. Ma addirittura arrivare a creare una gabbia in cui lasciar morire un cucciolo che potrebbe trovare una famiglia pronta ad amarlo è veramente un atto spregevole. Chiunque abbia commesso questo gesto dovrebbe solo vergognarsi».

I cittadini che sono intervenuti per il soccorso e salvataggio del cucciolone hanno provato a contattare i vigili, come si usa per prassi essendo competenza per territorio comunale, senza ottenere però la risposta che si aspettavano. «Questo luogo viene preso come una maxi discarica in cui lasciare rifiuti, elettrodomestici rotti, mobilio obsoleto e ora anche poveri animali - tuona una residente - abito poco lontano dall'accesso alla pista e ogni giorno ne vedo di tutti i colori, nonostante, le regole, nonostante l'illuminazione e nonostante la zona sia molto frequentata. Oltre essere incivili sono anche disumani».