Da qualche mese Alvin assiste un sessantacinquenne. Un lavoro tranquillo per un uomo in cerca di lavoro e il supporto di una persona fidata per il padrone di casa. Tutto va bene, certo Alvin originario del Sudan non parla correttamente l'italiano, ma non è mai stato un problema, sta imparando e dove proprio non riesce utilizza bigliettini scritti da portare nei negozi per fare la spesa. Nei giorni scorsi è andato a comprare del pesce, il sessantacinquenne gli ha scritto un biglietto da consegnare al commerciante: 30 cozze fresche fresche. Peccato che Alvin sia tornato a casa con una busta enorme da tre chili che ha riposto in frigorifero prima di uscire essendo il suo giorno libero.

Quando è arrivato il figlio del sessantacinquenne per preparare un buon sautè ha aperto il pacco e si è reso immediatamente conto il prodotto era avariato e l'odore era disgustoso. Ha preso la confezione ed è tornato nel negozio per informare di quanto accaduto e chiedere spiegazioni. In cuor suo pensava a una terribile svista del banconista. Brutta la sorpresa quando ha chiesto spiegazioni e il commerciante gli ha risposto: «Ah erano per te, non lo sapevo che quello le aveva prese per te. Aspetta che ti prendo quelle buone».

Il ragazzo ha capito che il prodotto era stato dato di proposito, nè il peso (3 chili al posto di 30 cozze) nè la qualità erano state frutto di una casualità. Nelle scorse settimane un episodio simile in cui il badante era stato mandato a prendere un etto di alici ma era tornato con un chilo di pesce, anche in quel caso tutti avevano pensato a un problema di "comunicazione". Evidentemente il problema non è mai stata la comunicazione quanto, forse, il luogo di nascita di Alvin.
Tanto il dispiacere dei familiari del sessantacinquenne che avevano pensato didenunciare, ma la mentalità come si fa a denunciare? Ad Alvin non hanno detto niente, il pesce adesso lo prenderanno altrove.