Tre funerali, quattro vittime e un dolore universale.
Non c'è parola di umana consolazione che possa lenire il dolore delle quattro famiglie che ieri hanno accompagnato i loro cari nel loro ultimo viaggio, dopo il violento incidente sulla Casilina di sabato sera. Nessuno dei coinvolti è sopravvissuto all'impatto tra la Fiat Sedici su cui viaggiava Claudio Amato, l'operaio di Campozillone di 52 anni (dipendente di una ditta di Rocca D'Evandro) e la Mito su cui si trovavano i giovanissimi Carlo Romanelli, Matteo Simone e Luigi Franzese, tre amici tra i 18 e i 21 anni, tutti di Mignano.

Un dolore senza fine, con l'Italia intera stretta alle famiglie delle vittime e a Mignano, dove è stato proclamato lutti cittadino. Ieri dalle 10 le prime esequie: come d'accordo con il sindaco Antonio Verdone, si sono tenute tre cerimonie funebri differenti. Prima quella di Claudio Amato a Campozillone; poi alle 11.30 una seconda funzione a Mignano con i familiari e parenti, le autorità civili di Mignano e del circondario, gli amici fino al raggiungimento del limite previsto. «Non sentitevi offesi se a qualcuno oltre il numero consentito sarà impedito di entrare! Nella chiesa di Mignano, dove si prevede la maggior affluenza, è disponibile l'impianto audio esterno per coloro che sosterranno in piazza don Pezzoli» scrive il parroco Pietro Lepre poco prima dell'inizio.

Le celebrazioni in streaming trasmesse su Facebook hanno visto la partecipazione di migliaia di persone.
Al termine delle celebrazioni nessun corteo funebre, ma un dolore da togliere il fiato, anche oltre lo schermo.
Nelle celebrazione per Matteo Simone e Luigi Franzese don Lepre ha lanciato un messaggio di speranza. «Non c'è ragione per ciò che è accaduto, ora sono in cielo e pregheranno per noi» lasciando un messaggio di speranza ai genitori affranti dal dolore. Al termine della celebrazione per Carlo Romanelli alle 15.30 lettere struggenti lette da amici e parenti. E un video proiettato in chiesa, quello per i suoi 18 anni, che ha spezzato il cuore di tutti.