La ristorazione rimane tra i settori che più di tutti rischiano di subire le conseguenze disastrose della pandemia. Un comparto, da sempre legato all'afflusso di persone nei locali, che non viene risparmiato neanche sul territorio ceccanese.

Dopo le festività natalizie, vissute senza la presenza fisica dei clienti nei vari ristoranti, i proprietari e gestori delle attività si ritrovano a fronteggiare nuovamente i problemi delle festività pasquali, dopo quelli del 2020 nel primo lockdown, con la serranda abbassata.

Locali in ginocchio, aiuti che stentano ad arrivare e gestori che si rimboccano le maniche per continuare a lavorare. «Se eravamo abituati a vivere la Pasqua come un momento di grande felicità, sia personale che lavorativa, quest'anno siamo molto lontani - afferma il gestore di un'attività della ristorazione ceccanese-  Qualche cliente isolato viene a ordinare il pranzo per la famiglia, ma le grandi tavolate che per noi erano vere boccate d'ossigeno sono mancate del tutto durante queste festività. Continuiamo a lavorare e a stringere un buco alla volta della cinta, sperando di tornare alla normalità, anche se non è facile restare ottimisti. Ora si torna alla zona arancione, ma continueremo a non poter lavorare con la clientela nel ristorante e l'asporto non può bastare».

Loris Cerroni, gestore della omonima Braceria, fa il punto su come è andato, per lui questo periodo pasquale: «È un momento davvero bruttissimo. Mi sono ritrovato a chiudere completamente il locale, nonostante ci fosse la possibilità di lavorare con l'asporto. Abbiamo chiuso l'attività e ci siamo concentrati sull'altro punto vendita gestito da mio padre. Nonostante questo, è stato un periodo festivo davvero difficile. Rispetto agli anni scorsi, siamo al di sotto della metà degli incassi.
Abbiamo preparato qualche pasto da asporto, ma non è nulla rispetto a quanto eravamo abituati. Certo, con Pasqua e Pasquetta qualcosa in più abbiamo venduto, ma non è il lavoro che ricordavamo. Per la mia attività non ho ancora ricevuto i ristori promessi. Non ho potuto fare alcun affidamento su questo tipo di sostegno.
Anche i miei dipendenti hanno avuto problemi con la cassa integrazione: a volte arrivavano cifre davvero basse, altre non arrivavano proprio. Durante le aperture anche la clientela percepisce le difficoltà. Niente è più come prima».

Infine, dal consigliere delegato al Commercio Alessandro Savoni arrivano critiche al Governo: «L'attuale Esecutivo non sembra avere discontinuità con il precedente. Basti pensare che gli italiani non si sono potuti muovere sul territorio, mentre sono potuti andare in vacanza all'estero. Purtroppo il mio giudizio su questo Governo resta negativo. Spero soltanto che i vaccini risolvano l'inadeguatezza di scelte sempre più sbagliate».