Vietato abbassare la concentrazione. Non in questa fase. Anche se siamo alla seconda Pasqua con la pandemia da Covid-19. E c'è un elemento che va tenuto in considerazione. Quello sottolineato dal professor Fulvio Caracciolo, primario di rianimazione dei presidi ospedalieri di Frosinone-Alatri e di Sora. Il quale scrive: «I medici e gli infermieri sono sottoposti ad uno stress notevole. Non avevamo mai vissuto una situazione così drammatica nella nostra storia. La terza ondata è tremenda, tutti occupati i 16 posti letto e registriamo l'abbassamento dell'età dei pazienti che prendiamo in cura. In questo momento abbiamo anche pazienti al di sotto dei 40 anni». Dunque, pazienti con meno di 40 anni nelle terapie intensive del Fabrizio Spaziani di Frosinone. E questo elemento conferma che la situazione resta estremamente delicata.

L'appello della Asl
Pierpaola D'Alessandro, direttore generale della Asl di Frosinone, resta sul pezzo. E dice: «Raddoppiamo l'attenzione per evitare una Pasqua infelice». Poi argomenta: «Dobbiamo essere tutti consapevoli che i prossimi giorni saranno molto critici e che anche la Pasqua sarà completamente diversa da tutte le altre Pasque della nostra vita. Dobbiamo, tutti insieme, fare appello al nostro senso di responsabilità per far sì che possiamo avere di nuovo, in futuro, la Pasqua che tutti vogliamo, insieme alle persone care che vorremmo fossero qui per passare altre Pasque con noi». Quindi la D'Alessandro aggiunge un altro elemento. Rilevando: «Siamo felici di comunicare che nelle giornate di venerdì e sabato otto pazienti, di uno dei due reparti Covid dell'ospedale Spaziani di Frosinone, sono tornati a casa. Hanno superato la fase critica della malattia, curati con professionalità e sensibilità da medici e infermieri, di cui hanno imparato a riconoscere "la voce e gli occhi"».

E la dottoressa Rosalba Cipriani, da novembre 2020 primario del reparto Covid dell'ospedale Fabrizio Spaziani, sottolinea: «Dopo tanti giorni di sofferenza questi pazienti finalmente andranno a casa per trascorrere la Pasqua con i loro cari». Pierpaola D'Alessandro nota ancora: «La meta è ancora lontana e non ci possiamo permettere di tornare indietro. Dobbiamo fare appello sempre al rispetto delle misure di prevenzione, anche nelle nostre case. Quando stiamo con i nostri parenti, convinti di stare al sicuro, abbassiamo la guardia ed è proprio quello il momento in cui il virus attacca: la maggior parte dei nuovi positivi viene proprio da contatti familiari». Conclude il direttore generale: «Anche chi è stato già vaccinato deve rispettare le misure di prevenzione: mascherine, distanziamento fisico, igienizzazione». Nelle ore precedenti la D'Alessandro aveva lanciato un ulteriore appello: «Aiutateci ad aiutarvi. Non vanifichiamo gli sforzi, troppe persone stanno lottando per la vita».

La situazione negli ospedali
Nella provincia di Frosinone sono stati attivati 15 reparti Covid nell'intera rete sanitaria. I posti letto occupati in questo momento sono 405. Poi ci sono 47 reparti no Covid, con 651 posti letto occupati. In totale 1.056 persone ricoverate. Un dato altissimo, ma comunque in diminuzione rispetto a qualche giorno fa, quando i ricoverati erano 1.200 e poi 1.100. In terapia intensiva ci sono 22 persone, su un totale di 24 posti letto: 16 a Frosinone, 8 a Cassino. Nella giornata di ieri si è abbassata la pressione anche nei Pronto Soccorso dei 4 ospedali del territorio. Nel pomeriggio erano 37 i pazienti in attesa di trasferimento, 18 dei quali a Frosinone.

La campagna vaccinale
In provincia di Frosinone sfondato il muro delle 80.000 dosi somministrate. Erano 80.262 alle 19.50 di ieri. Con l'Azienda Sanitaria Locale che ha fatto il punto della situazione con i dati delle ore 12 di ieri. Quando le dosi somministrate erano 78.819, delle quali 22.159 "seconde". Vuol dire che 22.159 persone hanno completato l'intero percorso vaccinale in provincia di Frosinone. Sono invece 1.000 i vaccini somministrati a domicilio. In tutto il Lazio, sempre nel tardo pomeriggio di ieri, le dosi somministrate erano 1.123.472, delle quali 22.909 soltanto nella giornata. Mentre sono 322.227 le persone alle quali sono state somministrate due dosi. Il completamento del percorso vaccinale.

L'Unità di crisi Covid della Regione Lazio ha sottolineato ieri: «Uno studio del Seresmi - Spallanzani sulla valutazione degli effetti della vaccinazione nella categoria degli operatori sanitari dimostra un evidente e chiaro decremento dei casi di positività a partire dalla seconda metà di gennaio (inizio della somministrazione della seconda dose). Si passa da un 6,9% nella settimana 18-24 gennaio a un 1,8% nella settimana 15-21 marzo. Un calo di ben 5 punti percentuali sul totale delle notifiche. Un risultato eccezionale a dimostrazione dell'importanza della vaccinazione». Sempre l'Unità di crisi Covid della Regione Lazio informava che alle ore 12 di ieri sul portale regionale erano state raggiunte 995.917 prenotazioni per le prossime settimane. E nello specifico: 556.278 a Roma città, 208.084 nella provincia di Roma, 78.858 a Latina, 74.848 a Frosinone, 54.389 a Viterbo, 23.460 a Rieti. Domani l'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato sarà a Frosinone. Spiega:

«A Pasqua e Pasquetta non si ferma la macchina vaccinale del Lazio, i nostri operatori saranno impegnati a somministrare nei due giorni di festa oltre 50.000 vaccini. Mi recherò assieme al presidente Zingaretti domani (ndr: oggi per chi legge) alla Nuvola dell'Eur per ringraziare i nostri straordinari operatori. Il giorno di Pasquetta andrò a Frosinone ad incontrare gli operatori dei centri vaccinali della Ciociaria». Nel Lazio si sta viaggiando ad una media di 27.000 dosi di vaccino somministrate al giorno. Da dopo Pasqua l'obiettivo è arrivare sopra le 30.000. Nella fascia degli over 80 anni, la metà ha ricevuto anche la seconda dose. L'assessore Alessio D'Amato invita a tenere la guardia alta. Anche perché secondo il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità la classificazione del rischio per il Lazio è moderata, ma ad alta probabilità di progressione. Ribadisce D'Amato: «Durante le festività pasquali nessuna concessione al virus».

Numeri e trend
Sono passati 398 giorni dall'inizio della pandemia in provincia di Frosinone. Il primo caso è stato registrato, infatti, il due marzo 2020. Oggi si concluderà la cinquantasettesima settimana. Questo l'andamento: 60 casi il ventinove marzo, 124 il trenta, 149 il trentuno, 177 il primo aprile, 149 il due, 100 il tre. Per un totale di 759 nuovi contagi: media di 126,5 al giorno. Queste le medie delle ultime settimane: 192,57 nella cinquantaduesima, 226,71 nella cinquantatreesima, 247,7 nella cinquantaquattresima, 191,71 nella cinquantacinquesima, 149,29 nella cinquantaseiesima. Dunque il calo della curva dei contagi prosegue. In sorveglianza domiciliare ci cono 2.733 persone. Il che vuol dire che, aggiungendo i 405 pazienti Covid ricoverati, sono 3.138 gli attualmente positivi in provincia di Frosinone in questo momento.

C'è quindi il report della Asl sulla settimana compresa tra il 26 marzo e il 1° aprile, quando i nuovi casi sono stati 975. Su 14.005 tamponi effettuati. Con un tasso di positività del 6,96%. Il periodo che va dal venerdì al giovedì è quello preso inconsiderazione nelle analisi dell'Istituto Superiore di Sanità. E dal 26 marzo al 1° aprile l'incidenza di nuovi casi ogni 100.000 abitanti è stata di 204,4. Sotto la soglia dei 250, al di sopra della quale scatta automaticamente la zona rossa. Tanto per avere un termine di paragone, nella settimana del picco (2-8 novembre), l'incidenza era stata di 428,51. Mentre nella settimana compresa tra il 19 e il 25 marzo era di 238,78 casi. Ancora: Nel periodo 26 febbraio-4 marzo la Asl di Frosinone aveva rilevato 1.330 nuovi casi positivi. Per un tasso di incidenza settimanale pari a 299 casi per 100.000 abitanti.

Dal 27 febbraio al 5 marzo i casi erano stati 1.493, con un'incidenza di 312,99 ogni 100.000 abitanti, dal 6 al 12 marzo erano saliti a 1.738 e 364,36. Dal 13 al 19 marzo sono stati 1.500, con un'incidenza di 314,46. Ad aprile 2021 ci sono stati 11 morti in tre giorni. E 426 nuovi casi, per una media di 142 ogni ventiquattro ore. Nel 2020 i decessi sono stati 266, nel 2021 invece sono 257 in poco più di tre mesi. Mentre nel 2020 i contagi sono arrivati a quota 14.681. Nel 2021, sempre in poco più di tre mesi, siamo a 13.137. C'è stato l'impatto delle varianti, inglese e brasiliana. I guariti sono arrivati a quota 22.997. Su 27.818 persone che hanno contratto il virus. Vale a dire l'82,66%.