Il re del gelato non c'è più. Un altro pezzo di storia di Frosinone è stato cancellato dal Covid-19, che sta flagellando il mondo. Chi non si è mai fermato davanti al suo locale, sulle scalette, ai bordi della strada per gustare i suoi gelati? La ricerca estrema della qualità delle materie prime è stato sempre il tratto essenziale del suo dna.
Una ricerca, quasi maniacale, che lo ha portato a diventare uno dei punti di riferimento anche fuori provincia. In tanti hanno sperato fino all'ultimo che potesse tornare a casa e soprattutto dietro il bancone della sua gelateria in via Aldo Moro a Frosinone, ma così non è stato.

Purtroppo il cuore di Romeo Serafin, sessantaseienne, titolare della storica gelateria "Onda", ha cessato di battere dopo le 17 di ieri, nell'ospedale "Fabrizio Spaziani", dove era stato ricoverato a metà marzo, trasferito dall'Ini Città Bianca di Veroli. Ha combattuto per quasi un mese contro il Covid-19.
La notizia della morte del gelataio ha destato tanto dolore in tutti i familiari, gli amici e nelle persone che lo conoscevano e stimavano. Tanti i messaggi di cordoglio, di vicinanza alla moglie Floriana, alla figlia Silvia, al genero Alessandro. E proprio alla figlia aveva insegnato tutti i segreti per continuare l'attività che fin da subito è stata un successo.

Romeo con la sua famiglia viveva a Giuliano di Roma e aveva scelto il capoluogo per la sua sfida intrapresa nel 1986. Sfida che ha vinto a mani basse, perché ha fatto della sua passione, del suo lavoro, della sua dedizione, un capolavoro di bontà e gusto.
Nel tempo ha aperto anche in altre città e il suo marchio è arrivato addirittura in Spagna. A sostenerlo sempre la sua amata moglie e poi la figlia che ha seguito tutti i suoi esempi e consigli per imparare i trucchi del mestiere, o meglio i segreti per continuare sull'onda del buon gusto.

La storia
Accanto all'ingresso della gelateria un biglietto da visita, la presentazione, che Romeo ha voluto dare ai suoi clienti. Li ha portati nel suo mondo anche attraverso la storia che ha caratterizzato la sua attività, il suo percorso lavorativo. Su una grande pergamena accanto all'ingresso della sua gelateria c'è la sua storia, ci sono i suoi sacrifici, la forza di volontà per diventare quello che poi è divenuto, il re del gelato.
Era il 1986 quando tutto ebbe inizio, quando ha preso il via la grande avventura di Romeo Serafin. Rilevata la gestione di un vecchio bar e non avendo alcuna esperienza, Romeo entrò in contatto con colui che presto divenne il suo maestro, Michele De Florio, il quale con la passione di una vita gli tramandò accuratamente le sue antiche ricette iraniane e i segreti più audaci per ottenere un prodotto leggendario.
Il 23 giugno del 1987 l'idea di realizzare la prima gelateria nel cuore del capoluogo divenne realtà, grazie soprattutto all'intervento della donna della sua vita, la signora Floriana.

Un connubio magico e intenso di professionalità, passione, amore verso il proprio lavoro. Il gelato della gelateria "Onda" ebbe sin da subito un successo che in breve tempo divenne una delle meraviglie già concrete per il palato del popolo frusinate. Punto di forza è da sempre stata la ricerca estrema della qualità delle materie prime, soprattutto nei gusti fruttati, sorbetti, dove si lavora esclusivamente frutta fresca. La forte richiesta da parte del cliente diede poi luogo alla necessità nel 1993 di installare un laboratorio che soddisfacesse la produzione.
La politica commerciale di Romeo e della sua famiglia li ha indotti nel tempo a volersi espandere sempre di più. Nacquero così altri due punti vendita nei centri commerciali dell'area laziale e il loro marchio, oramai rodato, giunse addirittura a Calella (Spagna) stavolta con l'intento di promuovere un altro pezzo forte del loro marchio, lo yogurt.

E poi la tappa a Terracina, nel piazzale Lido, dove di fronte alle spiagge assolate, con lo stesso amore e con la loro più antica tradizione, hanno continuato a portare avanti questo sogno, ma soprattutto la loro convinzione di soddisfare il cliente sempre e comunque.

Il ricordo
Il quadro clinico di Romeo in queste settimane è mutato più volte, ci si è aggrappati fino all'ultimo a quella speranza. La speranza di poterlo di nuovo abbracciare. Ma ieri sera il decesso. La notizia della morte del sessantaseienne si è diffusa in poco tempo nel capoluogo e a Giuliano di Roma.
Il cartello con su scritto "chiuso per lutto", e affisso davanti all'ingresso della gelateria "Onda", ha spazzato via ogni speranza. Numerosi i messaggi di ricordo degli amici e delle persone che almeno una volta hanno assaggiato il suo gelato.
«Se si pensa al gelato a Frosinone, il pensiero va subito alla gelateria "Onda". Un punto di riferimento di intere generazioni. Mi dispiace tantissimo, non ci posso ancora credere». «Una notizia che speravo non arrivasse mai. Abbiamo sperato che potesse migliorare, che potesse sconfiggere il virus, ma così non è stato. Un abbraccio grande alla famiglia, alla moglie e alla figlia».

Questi alcuni messaggi sui social.
Pierluigi, suo caro amico, ancora incredulo per quanto accaduto, ci descrive con queste parole Romeo. «Era una persona dal cuore grande. Amante della natura, dei cani, aveva una grande sensibilità. Un uomo dal carattere molto forte, era determinato, quasi maniacale nella qualità e nella ricerca del prodotto». Anche altri amici lo hanno ricordato con grande stima e affetto.
«La notizia della sua morte ha lasciato tutti senza parole. Speravamo di poterlo avere di nuovo tra di noi. Ma purtroppo non è stato così. Ma Romeo rimarrà comunque dentro il nostro cuore. E per sempre rimarranno impressi il suo grande esempio di caparbietà e determinazione che lo hanno portato a diventare un grande imprenditore. La sua "Onda" è sinonimo di gelateria».

«Come non ricordare gli appuntamenti nella sua gelateria. Era il punto di incontro per giovani e adulti. Ovviamente senza tener conto dei bambini che impazziscono per i suoi gelati. Un punto di riferimento che ancora oggi si conferma intramontabile».
Quella gelateria nata dall'amore e dalla condivisione con la sua famiglia non era stata la sua unica passione. Romeo da ragazzo era stato un calciatore di talento. Ha vestito i colori della gloriosa Madonna della Neve e per la sua bravura superò anche un provino per la Juventus, ma la "saudade" per la sua città e per i suoi affetti lo fece desistere da quell'esperienza. Decise di coltivare, anni dopo, la passione per il gelato che lo ha fatto diventare un fuoriclasse. Ora tutta la città attende il nulla osta per portare l'ultimo saluto a Romeo.