La voce di una bambina, intrecciata poi con quella di un adulto, introduce un percorso fatto di "ricordi, rimpianti, emozioni". Un percorso che parte da quelle vite vissute, quei momenti difficili, duri, che hanno scalfito i cuori di tanti. Troppi. La guerra, la lontananza, la perdita di un caro, di un figlio, di un marito, di un fratello. Tante croci portate sulle spalle. Ma con quelle croci, da quelle croci, è stata trovata la forza per rialzarsi, per continuare a sorridere alla vita.

Prima il buio, poi il bianco e nero, e poi la luce, quella della speranza, nella sequenza del video che hanno realizzato per la Santa Pasqua gli operatori della Casa di riposo "Don Luigi e Carolina Scaccia" di Veroli, con il contributo della Casa della fraternità "Don Luigi di Massa" sempre di Veroli e della Casa dell'amicizia di Ceccano. Gli ospiti delle tre strutture gestite dalla cooperativa Diaconia, ente gestore della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, sono stati protagonisti di un video, su una Via Crucis molto toccante, ideato dall'operatrice Irene Marcoccia che ne ha curato la regia. A curare, invece, il testo l'operatore Daniele Latini, il quale ha dato anche voce alle immagini, una più caratteristica dell'altra, ma in un continuum che arriva nel cuore di tanti.

E il video non poteva non iniziare con la voce di una bambina, perché quando si cade e poi ci si rialza, si impara a camminare di nuovo, proprio come fanno i bambini. E la voce è quella di Viola Latini.
Il messaggio
La prima sequenza del video inizia con un panorama, tra cielo e terra. E proprio partendo da quella terra, da quelle radici, inizia il viaggio. Un viaggio che tra un calcio di un pallone e l'altro, tra il volto di una mamma, di una donna che aspetta invano suo marito che torni dalla guerra, compare un uomo con una croce. Quella croce che lo fa cadere ma con la quale riesce poi a rialzarsi e a continuare a camminare. E così la luce accompagna verso una vita fatta di amore, rispetto, fiducia, famiglia.

Ma poi di nuovo un'altra caduta da cui sembra difficile rialzarsi. Fin quando non arriva un nuovo amore, sconosciuto. Tende la mano. Mano che si afferra e a cui ci si aggrappa per proseguire a testa alta il cammino, seppur con la schiena curva e le rughe sul viso di cui andare sempre e comunque fieri, perché sono rughe di una vita vissuta, di quelle croci che sono state impugnate e fatte amiche e che sono state trasformate in un bastone a cui appoggiarsi. E infine un nuovo panorama, per immergersi di nuovo tra il fascino della terra e il cielo.

Una Via Crucis diversa, quella che hanno voluto rappresentare gli ospiti delle tre strutture. L'emergenza sanitaria, purtroppo ancora in corso, ha cambiato la vita di tutti e a lottare maggiormente sono stati gli anziani.
E coinvolgendo proprio la terza età, gli operatori di Diaconia, hanno voluto lanciare un messaggio di forza e speranza. Quante croci portate sulle spalle dai nostri anziani, quante cadute, ma hanno dimostrato tante volte di riuscire ad alzarsi, sono maestri di resilienza, che riescono a trasformare la croce nel bastone a cui sorreggersi. E poi un altro messaggio, non per nulla scontato, "scorre" tra le immagini del video, quello dell'amore, della fiducia, del rispetto. Quella mano tesa che ti salva.

E per tutti gli ospiti della Casa di riposo "Don Luigi e Carolina Scaccia" e della Casa della fraternità "Don Luigi Di Massa", come pure per i ragazzi della Casa dell'amicizia, quel sostegno, quella mano tesa dagli operatori, è una luce di speranza.
Gli anziani sono stati felici di essere protagonisti della rappresentazione della Via Crucis, riuscendo a sbalordire anche i loro stessi operatori che sono rimasti sorpresi dal modo di interpretare e realizzare le scene. Per loro era la prima volta. Bravissimi anche gli ospiti della Casa dell'amicizia di Ceccano che ancora una volta hanno dimostrato di saper stare sulla scena e arrivare dritto al cuore con la rappresentazione teatrale diventata ormai una delle attività del centro gestito da Diaconia.

I commenti
«Abbiamo voluto rappresentare l'anziano e la sua forza. Tra mille cadute nella vita trova la forza di rialzarsi e di andare avanti. Gli anziani sono un grande esempio soprattutto per le giovani generazioni, sono maestri di resilienza» – spiega l'operatrice Irene Marcoccia.
«Grazie a tutte i nostri anziani e ai ragazzi della Casa dell'amicizia e a tutti gli operatori coinvolti per aver partecipato ed essere riusciti a trasmettere emozioni con la rappresentazione della Via Crucis - dichiara Andrea Orefice, responsabile dell'area socio-assistenziale della Cooperativa Diaconia».
A tutti gli ospiti delle strutture, agli operatori e alle loro famiglie gli auguri di una buona Pasqua arrivano anche dal Direttore della cooperativa Diaconia Loreto D'Emilio e dal presidente Marco Arduini. «Grazie a tutti per essere stati protagonisti di un messaggio di vita e di speranza nel solco di quanto indicato da monsignore Ambrogio Spreafico: tornare ad essere una comunità».