Tra i mille problemi con i quali le imprese fiuggine e non solo sono costrette a fare i "conti" c'è certamente in cima alla classifica quello legato all'accesso al credito. Un problema serio che già si sta rivelando letale per molte di loro, soprattutto per quelle della filiera turistica. Albergatori, commercianti, ristoratori, tutti abbandonati al loro destino con la speranza prima o poi dal governo centrale arrivino gli aiuti economici promessi e mai visti se non in misura quasi caritatevole come nel caso dell'ultimo Decreto Sostegni.

L'8% delle imprese turistiche italiane per la pandemia è già scomparso (Fonte Nomisma), a Fiuggi purtroppo la percentuale è destinata ad aumentare.
A conferma la richiesta che l'Associazione bancaria italiana, ha fatto al Governo e alle Istituzioni europee per rivedere i meccanismi di supporto alla liquidità. Una urgenza inderogabile nel rivedere alcuni parametri come ad esempio quelli legati ai bilanci degli ultimi tre anni, o l'iscrizione alla Crif per i cattivi pagatori. Se non s'interverrà subito allora a Fiuggi oltre il 90% delle imprese della filiera turistica è da ritenersi esclusa da ogni possibilità di accesso al credito.

Siamo all'anno zero dove ai problemi pre esistenti, già seri, oggi con la pandemia rischiano di diventare devastanti e definitivi. Ancora di più se troveranno conferma tutti gli studi di settore quando indicano il 2025 come l'anno in cui forse tornerà a registrare dati di crescita simili a quelli del 2019. Ragione per la quale Federturismo ha già chiesto al Governo di : «Estendere il limite dei 6 anni per la restituzione dei prestiti garantiti dallo Stato, portandoli almeno a 15 anni».