L'allarme era partito già lo scorso anno, a inizio lockdown quando parroci e associazioni di categoria avevano "gridato" all'usura. Confusione e situazioni economiche precipitate da un momento all'altro erano diventate una autostrada per chi è sempre pronto dietro l'angolo a caccia di vittime.
Erano stati accesi i primi riflettori su un dramma che ha continuato a colpire e a provocare del male. Il prolungarsi della pandemia e le potenzialità economiche sempre più ridotte al lumicino hanno allargato le maglie del dramma, mai estinto ma neppure mai così massiccio come adesso.

Adesso anche il palazzo comunale punta un enorme faro sulla triste situazione. Già in passato lo aveva fatto ma, in questo preciso momento, intende coinvolgere tutti gli attori che possono collaborare a fermare questa piaga. «Ma ci stiamo davvero accorgendo di quello che sta succedendo? È la domanda che si pone l'assessore alla Cultura del Comune di Cassino Danilo Grossi. «È un momento drammatico ma in questi mesi è aumentata ancora di più la distanza tra chi sta subendo completamente la crisi e chi la sta sentendo meno, o addirittura ci sta guadagnando. Il settore del commercio, per esempio, è stravolto dalle continue chiusure forzate con le zone rosse, senza pensare alla ristorazione e ai locali, ormai completamente polverizzati. E queste chiusure andranno avanti almeno per tutto il mese di aprile».

La spia rossa
E quello che era l'inizio di una difficoltà, un anno fa, adesso si presenta come una spia rossa impossibile da non vedere! «Chi aveva un affitto da pagare - continua Grossi - non può fare altro che chiudere, senza se e senza ma, oppure appoggiarsi su qualche "aiutino". Già qualche mese fa avevo lanciato un grido d'allarme rispetto al pericolo fortissimo che stavamo per correre. L'inserimento della criminalità organizzata, con grandi capitali da investire, nella economia reale, soprattutto nel Lazio Meridionale non è più un pericolo ma è realtà e lo dimostrano gli arresti di questi mesi.
Un lavoro importantissimo lo sta facendo da mesi il Comando della Guardia di Finanza in tutto il Lazio Meridionale, un lavoro duro, difficile e che sta portando a dei risultati importantissimi.

Ma non tutto può essere lasciato all'azione delle forze dell'ordine; anche tutte le altre Istituzioni devono fare la loro parte con forza e con una unione di intenti senza precedenti, dimostrando che lo Stato c'è ed è forte. Repressione da una parte ma anche supporto dall'altra, soprattutto a quelle aziende e attività in grande difficoltà e sotto il rischio di usura, un pericolo che ha già lanciato la Confcommercio Lazio sud».

L'unità istituzionale
E così ricorda i passi compiuti dall'amministrazione. Da qualche settimana, infatti, a Cassino è attivo un tavolo permanente con le associazioni di categoria del mondo produttivo proposto dall'assessore al Commercio Arianna Volante e guidato dal sindaco Enzo Salera.
Allora Grossi incoraggia le mosse future: «Sarebbe importante se, in una prossima convocazione, sia fatto il punto con la prefettura, con le forze dell'ordine, l'amministrazione comunale e le associazioni di categoria; magari incrociando dati ed esperienze sulla situazione a Cassino, sulla crisi delle attività e sull'usura e quindi l'entrata della criminalità organizzata nelle attività reali della nostra città. La pandemia sta stravolgendo le nostre vite ma lo Stato deve essere unito, lavorando con forza ognuno per il proprio settore, se davvero si vuole vincere questa battaglia».

Tasto sociale delicatissimo ma grave e gravoso. Con conseguenze che andranno ben oltre la fine della pandemia. Senza un ancoraggio da parte delle istituzioni, la situazione può solo involversi ulteriormente fino a far precipitare imprenditori, commercianti e famiglie in un baratro senza via d'uscita. Laddove difficilmente si riuscirà a recuperare il bandolo della matassa.