Frana la sponda del Rapido, oggi gli ultimi adempimenti burocratici. Subito dopo Pasqua si parte: scatta il conto alla rovescia. Ancora un colloquio intercorso con la Regione per le questioni tecniche, poi la pianificazione che contempla preventivi e quantificazione dei tempi effettivi per ultimare gli interventi e l'entrata in opera.

Non appena saranno trascorse le festività pasquali, dunque, il primo step sarà quello della messa in sicurezza della frana: un'opera affatto semplice che dovrebbe contemplare prima di ogni altro lavoro la creazione di una sorta di "difesa" della sponda crollata, attraverso una specie di scogliera.

Lo spostamento della pista ciclabile, di alcuni metri verso il terreno, avverrà celermente ma subito dopo: in questo modo, come spiegato dai tecnici, sarà possibile riattivare in tempi brevi la pista tanto amata dai cittadini anche durante i lavori di messa in sicurezza della sponda che, una volta avviati, andranno avanti in contemporanea. Al momento la messa in sicurezza del tratto, però, rappresenta una priorità.

A occupare queste settimane successive al crollo improvviso dell'area sono stati gli aspetti tecnici, guardati al luminol anche grazie a una serie di sopralluoghi con esperti, referenti della Regione (come il geometra Carcione) e del Comune (il consigliere e vice presidente della commissione Ambiente del Comune, Riccardo Consales, e con il dirigente del settore, Mario Lastoria). Non meno importante la valutazione dei preventivi in grado di contemperare la qualità, la rapidità dell'intervento per il consolidamento e ovviamente i costi da sostenere.

Dopo il crollo, avvenuto di notte e notato dai militari del capitano Scolaro, è poi emersa anche la presenza di una condotta delle fogne, una sorta di arteria realizzata per collegare una zona di San Pasquale, mai connessa.
A far collassare la sponda non si esclude possa aver contribuito anche l'imponenza della struttura in cemento che, come spiegato proprio da Consales, avrebbe appesantito il tratto.

La fogna non è stata mai collegata e ciò non ha comportato riversamenti nelle acque del fiume. Nel progetto a lungo termine certamente anche questo aspetto verrà preso in considerazione per un intervento strutturale.