Bollette per 25.000 euro a un condominio di Cassino, scattano i controlli. E dagli accertamenti emergono dettagli di non poco conto: il personale tecnico di Acea Ato 5 riscontra, infatti, non solo che degli inquilini non risultavano titolari di alcun contratto, ma anche che la distribuzione dell'impianto tecnico non consentiva la contabilizzazione dei volumi effettivamente erogati per tutto il complesso.

«Le interlocuzioni sull'argomento, ormai da circa due anni, hanno dato luogo alla soluzione adottata con l'amministratore precisando che lo stesso ha raccolto formale adesione dei condomini trasmettendo alla società copia del verbale di assemblea continuano Pertanto, la contrattualizzazione di tre contatori generali (uno per ogni scala del condominio) ha consentito di regolarizzare dell'intero stabile e per la totalità dei fruitori del servizio» spiegano ancora da Acea dopo i controlli eseguiti con i tecnici.

D'altro canto, il gestore non può prendere in carico impianti con flussi separati tra acqua calda e fredda a prescindere che i misuratori siano essi condominiali o residenziali domestici «oltre a tener presente che gli stessi devono essere installati fuori dalla proprietà privata e in piena disponibilità del gestore, dunque con evidente aggravio di costi per l'utente qualora tutti i condomini avessero espresso la volontà di munirsi di singola utenza».

Le fatturazioni emesse per le tre utenze condominiali, prosegue Acea, comprendono il ricalcolo dei consumi, secondo la normativa vigente, per le utenze non a ruolo, che sono complessivamente 19 sulle 40 utenze del condominio.