Lavori su via Canalello Rio San Martino, la ditta presenta un decreto ingiuntivo al Comune di Pontecorvo per un milione e 200.000 euro adducendo una serie di riserve. Il Comune, attraverso l'avvocato Ermete Grossi, si oppone. E dopo una lunga battaglia civile vince.

Il giudice Tonnara, oltre ad accogliere l'opposizione proposta dal Comune e a revocare il decreto ingiuntivo, ha condannato la ditta anche a pagare le spese di lite e quelle relative al Ctu per oltre 30.000 euro. A risultare aggiudicataria del contratto di appalto per 1.437.400 euro relativo all'esecuzione di lavori di intervento per dissesto idrogeologico e movimento franoso in località Canalello Rio San Martino era stata la Paeco Srl.

I lavori erano stati regolarmente eseguiti e interamente pagati. Ma la ditta aveva presentato una fattura in relazione a talune riserve che era stato necessario, a suo dire, iscrivere. Fattura per lavori di bonifica-sorprese geologiche peraltro mai pervenuta al Comune, come dimostrato in giudizio, che ne era venuto a conoscenza solo con la notifica del decreto ingiuntivo.
Una somma importante, quasi pari al contratto d'appalto.

La pretesa creditoria della ditta si sarebbe fondata, appunto, su alcune riserve come l'indisponibilità di due aree e delle interferenze causate da un manufatto o dalla presenza una cisterna interrata che avrebbero comportato, ad esempio, l'impossibilità di collegare la pista di cantiere al ponte di via La Cupa.

Importante la difesa dell'avvocato Grossi che ha addotto una serie di motivi accolti dal giudice. Primo fra tutti, la tipologia del contratto cosiddetto "a corpo" che escludeva che spettassero all'appaltatore i compensi per i maggiori oneri sostenuti in dipendenza di circostanze a lui non imputabili. Opposizione del Comune accolta, decreto ingiuntivo revocato.
Dissesto o pre-dissesto scongiurati.

«Un bel risultato per il Comune di Pontecorvo.
Se avessero riconosciuto la somma avremmo certamente avuto grosse difficoltà. Siamo contenti per lo straordinario lavoro dell'avvocato Ermete Grossi.
Rispettiamo appieno le sentenze ma questa la apprendiamo con grande soddisfazione» ha commentato il sindaco Rotondo.

«Sono felicissimo del risultato conseguito: i complimenti sono tutti per il legale incaricato e anche per l'ufficio tecnico del Comune che ha sempre sostenuto l'assoluta bontà di quanto fatto per il progetto e l'appalto. Un progetto complesso ma ben fatto che non avrebbe consentito scoperte di alcun genere» ha aggiunto l'assessore agli Affari legali, Satini.