Vivono nello stesso immobile, uno al piano terra e l'altro al primo. Ai ferri corti da anni a causa di dissidi per la divisione ereditaria dei genitori morti. Dissidi che hanno portato uno dei due, un sessantenne, ad essere accusato di minacce e stalking dopo la denuncia-querela del fratello e della compagna di quest'ultimo.

Fissata l'udienza al 19 maggio. Il pm aveva chiesto l'archiviazione. Il giudice deciderà quindi tra circa due mesi se archiviare il caso, se inviare direttamente a giudizio l'uomo con l'imputazione coatta, ovvero disporre nuove indagini.

La ricostruzione
La denuncia è stata presentata lo scorso anno ai carabinieri. Stanchi delle minacce e del comportamento dell'uomo, il fratello e la compagna, hanno deciso di rivolgersi ai militari per paura della loro incolumità. La donna soprattutto, stando alle accuse, ha iniziato a vivere un proprio e vero incubo, per le continue minacce, le ingiurie, i rumori molesti che anche di notte il "coinquilino" provocava sbattendo con un corpo contundente contro le pareti, non facendo chiudere occhio ai due.

La coppia si è rivolta all'avvocato Antonio Ceccani.
A marzo 2020 un episodio che ha destato ancora più spavento soprattutto nella signora che ha notato all'interno della proprietà in comune la presenza di un cappio posto su un albero.

Il sessantenne si è sempre difeso sostenendo che il cappio alla corda non sia stato annodato da lui, mentre la corda effettivamente si trovava sull'albero in quanto utilizzata per sollevare i termosifoni da verniciare e per tirare su i rami in occasione della potatura.