Lavoratori in nero e senza mascherina. Denunce e maxi sanzioni per l'amministratore di un autolavaggio sottoposto a controlli da parte dei carabinieri di Pontecorvo e dal personale dell'Arma dell'Ispettorato del lavoro. L'accertamento è scattato l'altro giorno: quando i militari della locale stazione agli ordini del capitano Tamara Nicolai e del tenente Giovanni Fava sono giunti insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del lavoro di Frosinone nell'attività di autolavaggio non è servito loro molto tempo per capire che non fossero rispettate le prescrizioni per il contenimento della diffusione del Covid-19.

Nessuno dei presenti, impegnati a lavare vetture, indossava la mascherina. Ma c'è di più. Approfondendo le verifiche, è anche saltato fuori che due giovani del Bangladesh classe '77 e '93 non fossero stati proprio assunti. Per questo l'amministratore unico e responsabile dell'autolavaggio L.A.I di 33 anni è stato denunciato a piede libero. Oltre alla proposta di chiusura dell'attività per tre giorni. Le sanzioni, in totale, hanno sfiorato i 6.000 euro. Prosegue incessante, anche in questo momento difficile per il perdurare della pandemia, l'impegno dei carabinieri di Pontecorvo che insieme al personale del Nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro di Frosinone continuano a operare nell'ambito di un servizio volto a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro.

L'emergenza Covid ha portato nel 2020 a un boom di lavoro nero e irregolare con una crescita stimata a +21%: questo sia per la frenata dell'economia, sia per la chiusura di molte attività. A valutare la percentuale di lavoratori in nero è stata una analisi dell'Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell'Ispettorato del lavoro: nel primo primo semestre del 2020 sono apparsi 129.000 in nero o irregolari.