Anche la lotta sindacale passa per Zoom! La pandemia impedisce picchetti ai cancelli, manifestazioni, sit-in e riunioni con molti partecipanti. Eppure, in questi giorni, c'è molto da discutere sul futuro dello stabilimento Fca Cassino Plant, e più in generale sul gruppo Stellantis, sempre più a trazione francese e con l'indotto che rischia di collassare: è infatti già partita l'opera di internalizzazione di alcuni servizi per quel che riguarda la logistica.

Come organizzarsi, allora? Questa mattina la Fiom-Cgil terrà le assemblee all'aperto con i lavoratori. Ma c'è chi preferisce allargare il cerchio, e si spinge oltre. È il caso del sindacato di base FlmU-Cub che annuncia: «Stiamo valutando la possibilità tecnica di organizzare una vera e propria assemblea sindacale degli operai della Fca di Cassino e dell'indotto in modalità call conference, primo esperimento in Italia, con l'utilizzo delle piattaforme social che consentono di riunire più soggetti». Questa è la forma. Venendo al merito, i sindacalisti spiegano: «Il nuovo corso di Stellantis, salutato da molti sindacati come sicura occasione di rilancio dello stabilimento Fca di Cassino, si sta in realtà dimostrando peggiore del vecchio corso».

Per quale motivo? Gli attivisti della sigla di base non hanno dubbi: «L'aumento dei cicli di lavorazione e della velocità della catene di montaggio, nonché l'accorpamento di due turni di lavoro in uno, stanno determinando un drastico peggioramento delle condizioni di lavoro nei vari settori di produzione. Si sta ammassati sulle catene di montaggio e nei reparti di produzione. Anche la situazione della pulizia e dei servizi igienici è carente: si è passati da quattro interventi di pulizia al giorno, a uno solo. Proprio nel momento in cui ci vorrebbe più attenzione alla sicurezza e all'igiene sui luoghi di lavoro, e per le contingenti prescrizioni anticovid che prevederebbero un uso più frequente dei servizi igienici per il lavaggio delle mani».
Poi, nel merito della fusione Fca-Psa, il sindacato spiega: «Il "miracolo italiano" del rilancio del lavoro e dell'occupazione, tanto enfatizzato nei mesi scorsi alla notizia dalla fusione tra Fca e Peugeot, è andato a infrangersi contro la realtà: il ricorso sempre più frequente alla Cassa Integrazione e il mancato turn over dei lavoratori che vanno in pensione, stanno letteralmente falcidiando i posti di lavoro e i salari degli operai della Fca di Cassino, con cifre che somigliano più a un sussidio che a un ammortizzatore sociale. Al netto delle enunciazioni propagandistiche («Nessuno stabilimento italiano verrà chiuso e nessun posto di lavoro è a rischio»), alla Fca di Cassino si lavora alla giornata, nel senso che a oggi non è dato sapere se le future produzioni riusciranno a garantire gli attuali livelli occupazionali».

Ed ecco che vengono snocciolate le cifre: «Nell'ultimo anno e mezzo alla Fca di Cassino c'è stata una riduzione di 900 dipendenti, passando da circa 4.300 a 3.400 unità, e questo non è bastato a ridurre l'utilizzo di ammortizzatori. Naturalmente gli impatti sull'indotto sono stati altrettanto pesanti, se non di più. Da qui a qualche settimana è prevedibile l'annuncio di esubero di centinaia di operai dell'indotto del Cassinate, come già avvenuto sei mesi fa tra i lavoratori dell'indotto dell'area industriale di Torino, e il tutto graverà pesantemente sull'intera economia del territorio. Gli effetti della "scure" sull'indotto sono già visibili in molte società dei servizi e aziende terziarizzate, e sta già procurando decine di licenziamenti. Il colpo di grazia definitivo lo avremo a giugno, quando scadrà il vincolo del blocco dei licenziamenti collettivi e il nostro territorio perderà ulteriori 1.400 posti di lavoro legati all'industria dell'automobile secondo una stima sindacale»

Ecco, quindi, il ricorso a una riunione in videoconferenza: «Come organizzazione sindacale ci facciamo portatori delle tante preoccupazioni e rimostranze degli operai della Fca di Cassino sulla nuova organizzazione del lavoro: dacché doveva rappresentare un'occasione di rilancio occupazionale, Stellantis sta iniziando un'operazione, impropriamente definita di taglio dei costi, interamente finalizzata a "snellire" la forza lavoro. Ecco, quindi, la proposta di organizzare una vera e propria assemblea sindacale degli operai della Fca di Cassino e dell'indotto in modalità call conference. Sarà la prima assoluta in Italia».