Delusa dall'atteggiamento della persona che aveva accolto in famiglia, fidanzato della figlia, presa dalla rabbia e dal desiderio di "vendetta" ha raggiunto un distributore e ha riempito un innaffiatoio di benzina e poi è andata nell'attività che, secondo quanto sostiene, è stata aperta soprattutto grazie ai soldi della sua ragazza, e ha appiccato il fuoco.
La ragazza che, sempre stando al racconto della donna, ha lasciato poco dopo aver aperto la frutteria nella parte bassa della città dei Papi.
Nei guai è finita lo scorso anno A.C. cinquantaquattrenne di Anagni, difesa dall'avvocato Domenico de Francesco. È accusata di minacce e danneggiamento a seguito di incendio nel negozio di un egiziano di venticinque anni. L'udienza è stata fissata al 5 luglio.

La ricostruzione
I fatti risalgono a febbraio del 2020 quando un incendio ha danneggiato l'ingresso del negozio e il controsoffitto. Sul posto i vigili del fuoco per domare le fiamme e i carabinieri per le indagini e ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. I militari hanno iniziato a lavorare sin da subito e secondo le accuse gli elementi raccolti a carico della donna erano "inconfutabili". La cinquantaquattrenne infatti, si è recata in un distributore di carburante poco distante, ha riempito di benzina un innaffiatoio e dopo aver cosparso l'attività di liquido infiammabile ha dato fuoco.

Stando a quanto sostiene l'anagnina, l'egiziano avrebbe "approfittato" della figlia con cui aveva instaurato una relazione sentimentale. Aveva approfittato della benevolenza di tutta la famiglia, che lo aveva accolto non immaginando, sempre da quanto sostiene la donna, che le sue intenzioni fossero altre. La cinquantaquattreenne sostiene infatti che il giovane avesse un piano, quello di trovare soldi per aprire l'attività. Attività che, sempre stando alle accuse dell'anagnina, è riuscito ad aprire ma con buona parte del denaro della famiglia della sua ex.

Proprio dopo poco tempo dall'apertura della frutteria, il venticinquenne ha lasciato la figlia della donna. E così, ritenendo di essere stata presa in giro insieme al resto dei familiari, ha prima minacciato il giovane, a dicembre del 2019, e poi a febbraio ha incendiato la sua attività.