«Qui c'è da capire se esiste e qual è la strategia di Astral relativamente alla superstrada Cassino-Formia». L'ultimo incidente stradale avvenuto qualche sera fa lungo la superstrada 630, causando la morte di un quarantaquattrenne di Cassino - Patrizio Stefanelli - e di un ventisettenne di Spigno, Luigi Venturino, ha dato nuova forza alla battaglia di Christian Vizzaccaro, il giovane di Ausonia che lo scorso anno ha dato vita ad una petizione on line "Strada Regionale 630 Cassino - Formia, la strada della morte", per chiedere la messa in sicurezza dell'importante arteria stradale.
Ancora turbato dalla morte di Luigi Venturino di Spigno, che conosceva, Vizzaccaro denuncia che non c'è abbastanza investimento sulla prevenzione, «eppure si parla di un numero enorme di vite umane morte nello stesso punto, oltre venti».

La sferzata
In particolare, secondo Vizzaccaro, non è più tollerabile che incroci a raso che immettono su strade secondarie o conducono perfino ad abitazioni private debbano convivere con una strada pensata per unire grandi città e fare da collegamento tra il golfo di Gaeta, il porto di Formia e l'autostrada del Sole.
Quindi si dice pronto a chiedere un confronto a Mallamo, il responsabile di Astral, l'agenzia regionale competente. Ma si aspetta anche una discesa in campo delle autorità locali.

«Sono rimasto solo - confida inoltre il giovane combattente - anzi molte persone mi hanno preso di mira dopo l'installazione della striscia continua che vieta l'attraversamento delle corsie. Nessuno che consideri che gli incidenti si prevengono anche attraverso comportamenti civili e responsabili da parte di noi automobilisti».
Poi aggiunge: «Noi ci saremo e non abbasseremo la nostra voce, fino a quando questa strada non verrà messa in totale sicurezza e tutti, automobilisti compresi, non dimostreranno maggiore attenzione e sensibilità nei confronti della necessità di rispettare il Codice della strada».