Scuola aperta, scuola chiusa, la situazione è decisamente sfuggita di mano, da domani tecnicamente è possibile, non obbligatorio, rientrare in aula. Coinvolti nel continuo cambiamento di decisioni gli studenti dai 3 ai 13 anni, ma a pagare le spese non sono solo i piccoli, sono anche le centinaia di genitori e familiari che gravitano intorno a loro.

Una cosa è certa, chi più, chi meno, tutti vogliono che i figli tornino a scuola, per avere una regolarità, per poter condividere momenti con insegnanti, compagni, tornare a una socializzazione sana e lontani da uno schermo. Sebbene le scuole non abbiano chiuso per i disabili, anche per loro essere in aula senza coetanei non è stato il massimo. Oltre alle famiglie, nella baraonda anche associazioni, politici, amministratori.

Intanto domani le scuole anche a Cassino dovrebbero riaprire i battenti, ne è sicura l'assessore all'istruzione Maria Concetta Tamburrini: «Abbiamo sempre seguito le regole e le indicazioni, lo faremo anche in questo caso. Domani le scuole riapriranno, è giusto in primo luogo per i bambini che hanno diritto a vivere i loro spazi, la loro quotidianità. In ogni caso se questa mattina il prefetto ci darà indicazioni diverse seguiremo quelle. Ad oggi non ci sono le condizioni per mantenere chiuse le scuole nonostante la zona arancione. Ai dirigenti scolastici l'ufficio regionale ha già inviato una nota in cui si dice esplicitamente che le scuole riaprono martedì 30».

«Ma aprire due giorni a "mezzo servizio" a chi serve? - tuona una mamma del terzo circolo - Praticamente rientrano qualche ora perché non ci sarà neanche il servizio mensa entrambi i giorni. Se questa riapertura serve ai bambini credo invece che generi solo ulteriore confusione, a questo punto perché non hanno riaperto dopo Pasqua in maniera regolare e definitiva?».
Si preannunciano aule vuote, non sono pochi i genitori che hanno deciso di non mandare i figli a scuola martedì e mercoledì. «Anche due giorni rappresentano un primo passo - replicano altre mamme - a casa i bambini stanno esplodendo. Un piccolo assaggio di normalità prima del rientro».

Mentre per Mario Musilli, FI, il sindaco dovrebbe prendere una decisione netta e chiara: «È assurdo che nonostante la Asl di Frosinone comunichi che la situazione dei contagi in provincia sia ancora molto grave come anche la situazione negli ospedali, si prendano decisioni così avventate dal punto di vista sanitario. Ma anche anti-economiche. Chi pagherà la doppia sanificazione che dovrà essere eseguita nelle scuole? Questi due giorni non cambieranno nulla a livello didattico». E incalza Abbatecola: «È necessario riaprire, ma farlo a intermittenza non giova a nessuno, tantomeno ai bambini. Una riapertura così inutile rischia di riportarci all'ennesima chiusura prima della fine dell'anno scolastico e questo davvero, sarebbe un ulteriore danno enorme ai nostri ragazzi».