Ultimo giorno di zona rossa per il Lazio e per la Ciociaria. Da domani si torna in arancione. Il tema di discussione resta la scuola: da domani fino alle medie in teoria si potrà tornare in classe, ma molti sindaci del Frusinate sono contrari. C'è chi ha emesso un'ordinanza di chiusura chi l'ha anticipata chi, come il sindaco di Frosinone, ha rivolto un invito ai genitori a tenere a casa i bambini.

Intanto, dalla prefettura è stata inviata una lettera a tutti i comuni della provincia per ricordare l'uscita dalla zona rossa e richiamare l'attenzione sull'ordinanza regionale. «Le istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione assicureranno la didattica in presenza per tutto il tempo-scuola a partire dal 30 marzo 2021 - si legge nella nota che riprende l'ordinanza firmata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti - Quanto al secondo ciclo di istruzione, la sospensione delle attività in presenza sarà prorogata fino al 31 marzo 2021 compreso». In base all'ordinanza regionale le scuole del secondo ciclo di istruzione, al rientro dalle vacanze pasquali, «e cioè dal 7 aprile prossimo - ribadisce la prefettura - adotteranno forme flessibili nella organizzazione dell'attività didattica in modo che almeno al 50% fino a un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l'attività didattica in presenza».

Il punto è che non tutti i sindaci sono d'accordo nel ritornare, per due giorni, con le lezioni in presenza, seppur limitate a elementari e medie. Peraltro, dopo Pasqua, come preannunciato dal Governo anche in zona rossa si potrà andare a scuola fino alla prima media. Non solo, ieri è stato diffuso un ulteriore studio (di università di Padova e Tor Vergata, Istituto oncologico europeo, AbaNovus e Asl 9 di Verona) secondo il quale la chiusura delle scuole rischia di avere l'effetto contrario. Nella ricerca si ribadisce che dove le scuole sono rimaste chiuse non c'è stato un effetto sulla discesa dell'Rt.

Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani pur avendo ribadito di non potere incidere sull'ordinanza regionale di riapertura delle scuole insiste: «Il livello di diffusione del virus è ancora troppo alto e il numero di ricoverati in ospedale, con le relative varianti, continuano a sconsigliare di riprendere, per martedì e mercoledì, la didattica in presenza, interrompendola il giorno dopo per le festività pasquali. Il buon senso e la ragionevolezza ci inducono a sostenere che, per due giorni, non cambia il livello di preparazione dei nostri ragazzi ma, forse, diamo maggiore sicurezza ai nonni, alle famiglie e alle persone più fragili, in attesa dell'incremento delle dosi vaccinali.

Per i genitori che non manderanno i figli a scuola, martedì e mercoledì, per ragioni diverse rispetto a quelle di salute, sarà possibile inviare, la giustificazione classica, attinente a motivi di famiglia o, anche, in questo caso, di buon senso, senza alcuna certificazione medica. Quando non è possibile praticare le soluzioni migliori in assoluto, è sufficiente portare avanti quelle più opportune, per tutelare l'incolumità e la salute della nostra comunità».

Il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo scrive: «Come sempre tocca ai sindaci assumersi responsabilità davanti alle decisioni che piovono dall'alto. Ho riflettuto, ho ascoltato, mi sono confrontato. Tanta la preoccupazione e l'insicurezza da parte della popolazione che, unite al momento ancora estremamente delicato, mi spingono a una scelta di responsabilità a fronte della cosa più importante per chi governa: la tutela della salute pubblica. Per questo ho deciso di predisporre l'ordinanza che sarà pubblicata domani (oggi, ndr) e che stabilisce, per le giornate di martedì 30 e mercoledì 31 marzo, la didattica a distanza per le scuole dell'infanzia, le elementari e le medie, sia pubbliche che private, e la chiusura di tutti gli asili nido, anche al fine di permettere la sanificazione di aule e locali prima della riapertura degli istituti».

Sempre ieri il sindaco di Anagni Daniele Natalia ha firmato l'ordinanza di chiusura per domani e dopodomani di tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili. Per le chiusure i primi cittadini di Alatri, Alvito, Arpino, Broccostella, Ceprano, Fiuggi, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Pastena, Patrica, Pontecorvo, San Donato Valcomino, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Settefrati, Sora, Supino, Veroli.

La Ciociaria era in zona rossa dall'8 marzo, alle due settimane di mini-lockdown ne è seguita in pratica un'altra quando anche il Lazio è entrato nella fascia con le restrizioni più ampie. Ancor più lungo il blocco per i cittadini di Torrice e Monte San Giovanni Campano in zona rossa rispettivamente dal 24 e dal 27 febbraio.