Bomba carta in una vetreria in via Armando Fabi.
Tre degli imputati Gerardo Pisani, Ernesto Barile e Aymen Nadif hanno scelto il rito abbreviato, mentre gli altri Vincenzo Di Caterino, Stefano Di Gennaro e Leonard Barile l'ordinario. Il 16 aprile sarà ascoltato un teste e il 7 maggio la discussione.

Pisani, Ernesto Barile e il marocchino Nadif accusati, in concorso tra loro, di aver posto in essere una serie di episodi, con apporti diversi, ma tendenti allo stesso fine, ovvero cercare di uccidere, (per uno sgarbo al marocchino, sostiene la procura di Frosinone) un loro conoscente, titolare di una vetreria, il fratello e la fidanzata di questi. In particolare a Barile e Pisani, viene contestato un episodio di maggio.

Pisani è accusato di aver fatto salire in auto il rivale e di averlo portato in un luogo dove lo attendevano gli altri due. Per costringere l'uomo a uscire dal veicolo sostiene l'accusa «lo colpivano violentemente con pugni e calci...trascinato fuori dall'auto continuavano a colpirlo mentre si trovava a terra, intimando altresì al conducente del veicolo, rimasto ignoto, "ficcalo sotto, ficcalo sotto", non riuscendo nell'intento per circostanze indipendenti dalla loro volontà, rappresentate dalla fuga repentina della persona offesa».

Il vetraio riuscì a mettersi in salvo e a ricorrere alle cure dei dottori. Dopo qualche giorno, sempre stando alle accuse, il vetraio, mentre percorreva la Monti Lepini,  insieme al fratello e alla cognata, era stato speronato da Nadif che lo aveva costretto a fermarsi. Subito dopo Nadif aveva cosparso di benzina il veicolo cercando di bruciarlo. Fortunatamente l'incendio non è divampato nonostante la sigaretta gettata all'interno del mezzo e i tre erano riusciti a scappare. Subito dopo il raid, con una bomba carta, era stata fatta saltare la saracinesca della vetreria.