Polpette avvelenate con metaldeide nascoste fra la vegetazione, salvato in extremis un cane che le aveva ingerite. L'animale ha rischiato di morire dopo aver mangiato il cibo che conteneva il potentissimo veleno.

Un gesto criminale commesso da ignoti in un campo sito in territorio di Ceprano, la confine con Strangolagalli. Risolutivo l'intervento del padrone del cane che, dopo avere notato il suo "fido" che fiutava e poi mangiava qualcosa tra la vegetazione incolta, ha capito quanto stava accadendo e ha portato immediatamente l'animale dal veterinario, salvandogli la vita.

L'episodio si è verificato nei giorni scorso in località Colle Frattuccio. Il cepranese, che abita in quella zona, era uscito con il suo cane sfruttando la bella giornata quando ha notato l'animale fiutare vicino ai sassi e poi mangiare.

Insospettito l'uomo si è avvicinato al cane, ha capito che cosa aveva ingerito e lo ha portato di corsa dal veterinario. L'operato del medico è stato risolutivo e il cane è stato salvato. Intanto, è stato chiesto l'intervento dei carabinieri forestali di Castro dei Volsci che sono giunti sul posto e hanno effettuato i controlli necessari, oltre a localizzare l'area che sarà tenuta sotto controllo per evitare il ripetersi di simili episodi, con il rischio che altri animali muoiano avvelenati.

Difficile capire chi possa aver nascosto le polpette contenenti metaldeide (veleno antilumaca) e soprattutto il perchè di una simile azione che mette a repentaglio la vita dei cani e di altre specie. Generalmente le aree in cui si possono trovare le esche avvelenate sono quelle prossime alle aziende faunistico-venatorie o di caccia autogestite, nei boschi in cui si raccolgono tartufi e ai confini delle coltivazioni collinari e montane.

Le sostanze mortali utilizzate sono varie: dalla stricnina al topicida, dal cianuro ai funghicida fino all'antilumaca.
La denuncia rappresenta sicuramente un importante strumento per sconfiggere il fenomeno, in quanto la fauna selvatica è protetta dallo Stato ed è espressamente vietato diffondere veleni dalla legge sulla caccia, nonché dalle norme sanitarie. La speranza è che a Colle Frattuccio sia stato un fenomeno isolato.